Neofascisti irrompono al Teatroi
Lucia Mieli - 11.02.2010

Tags: Daniele Timpano, Dux in scatola, fascismo, Mussolini
Dux in Scatola, si è concluso mercoledì con un'incursione, tra il ridicolo e l'inquietante, di una decina di neofascisti inneggianti Piazzale Loreto, vergogna nazionale...

Dux in Scatola, il secondo capitolo dedicato alla personale di Timpano al Teatro I, si è concluso mercoledì 10 gennaio 2010 con un'incursione, tra il ridicolo e l'inquietante, di una decina di neofascisti inneggianti Piazzale Loreto, vergogna nazionale.
Lo slogan, così formulato, solleva, umoristicamente, un interrogativo: i nostri baldi nazionalisti volevano riferirsi all'esposizione del corpo del Duce nel '45 o alla strage di 15 partigiani fucilati e lasciati marcire a pubblico monito il 10 Agosto '44?
Non ci è dato saperlo con certezza, ma è nota la scarsa conoscenza e obiettività storica di questi gruppi e si teme che i tragici episodi del '44 non abbiano fatto parte dell'indottrinamento...
Resta da dire che parlare di fascismo, nazismo, guerra di liberazione è sicuramente difficile: dopo 66 anni sono argomenti ancora caldissimi. Certamente in Italia è mancata la volontà, culturale e politica, di una vera abiura del fascismo e dei sui orrori, mentre sopravvive strisciante il desiderio nostalgico dell'autoritarismo, evidente nel periodico credo incondizionato a uomini forti che promettono di prendersi cura della nazione.
Storicamente, la presenza sul territorio nazionale del più forte partito comunista del blocco occidentale, il dovere di arginarlo e il terrore che questo potesse prendere il potere, portò la Dc a fare, sin dal primissimo dopoguerra, un vero e proprio patto col diavolo (il primo di tanti): prima l'affrettata amnistia, che garantì la continuità del potere nelle mani degli ex-fascisti (soprattutto al sud e nella magistratura); quindi il lento ma inesorabile percorso che ha portato addirittura all'alleanza politica col Msi e al suo intervento, diretto, nell'attività di governo.
La rottura col fascismo, in Italia, sono tanti a ribardirlo oggi, è "stata fatta solo di nome, ma non di fatto".
Lo spettacolo di Daniele Timpano ripercorre, in un monologo umoristico, ma non troppo, le rocambolesche tappe che portarono i resti del Duce da Dongo alla cripta di famiglia a Predappio, attraverso Piazzale Loreto, la trafugazione delle spoglie e i lunghi anni di clandestino occultamento.
L'attore sceglie un registro esilarante e al contempo amaro, impersonando in prima persona il cadavere parlante di Mussolini con una buona dose di umorismo macabro, ma non privo di pietas.
La recitazione è supportata da una partitura gestuale enfatica e tremendamente funzionale, mentre il movimento scenico è ridotto al minimo: Timpano è letteralmente, e appropriatamente, imbalsamato dal bacino in giù, al centro della scena, mentre la parte superiore del corpo e l'espressività facciale sono animate da un moto incessante.
Con qualche caduta di ritmo, lo spettacolo risulta comunque interessante e divertente, specialmente nei riferimenti spassosi alla contemporaneità nostalgica di Predappio, col suo merchandising, la guardia volontaria alla tomba e la triste commercialità di luogo di pellegrinaggio neofascista.
Pur prendendo in giro il Duce nei suoi aspetti più narcisistici, lo spettacolo ha ben poco di esplicitamente politicizzato: anche i fatti di Piazzale Loreto vengono raccontati senza polemica, descrivendo cronachisticamente la furia vendicativa della folla, senza emettere giudizi.
La comicità dissacratoria di Timpano da il suo meglio quando si concentra sulle debolezze, gli errori, le velleità dei protagonisti: dai neofascisti che trafugarono il cadavere, all'intervento dei frati anticomunisti in loro aiuto fino alla schiera di intellettuali e giornalisti che pomposamente commentarono i fatti. E' un tipo di comicità che punta la sua luce sferzante sulle cose piccole, le fatiche, gli sberleffi della sorte e le contraddizioni della vita, che gli uomini a volte si immaginano grande, ma che, in realtà, ci unisce tutti nelle piccole cose.
04_07 febbraio 10 [ 9 pm ]
Daniele Timpano / amnesiaA vivacE
RISORGIMENTO POP
memorie e amnesie conferite ad una gamba
drammaturgia, regia, interpretazione Daniele Timpano, Marco Andreoli
disegno luci Marco Fumarola
cadavere di Giuseppe Mazzini realizzato da Francesco Givone
musiche aggiuntive di Marco Maurizi
collaborazione artistica di Elvira Frosini
produzione amnesiA vivacE, Circo Bordeaux, RialtoSantambrogio, Voci di Fonte
Con il sostegno di Scenari Indipendenti - Provincia di Roma
in collaborazione con Ozu, Area 06, Centro di Documentazione Teatro Civile
09_10 febbraio 10 [ 9 pm ]
Daniele Timpano / amnesiA vivacE
DUX IN SCATOLA
autobiografia doltretomba di Mussolini Benito
uno spettacolo di e con Daniele Timpano
collaborazione artistica Valentina Cannizzaro, Gabriele Linari
disegno luci Marco Fumarola
foto di scena Valerio Cruciani
progetto grafico Alessandra D'Innella
drammaturgia e regia Daniele Timpano
produzione amnesiA vivacE
in collaborazione con Rialto SantAmbrogio
finalista del Premio Scenario 2006
TEATRO i
Via Gaudenzio Ferrari, 11
20123 Milano
www.teatroi.org
informazioni e prenotazioni info@teatroi.org tel. 02.8323156



