Il mito della lotta per l'onore secondo Scena Verticale

Silvia Pizzi - 31.01.2010 testo grande testo normale

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Tags: scena verticale, dario de luca, u tingiutu, un aiace di calabria

Una storia di lotte intestine, di simili contro simili, di onore e disonore, costruita su un parallelismo con il mito sofocleo di Aiace, per raccontare un tipo di violenza che è sempre esistita e sempre esisterà.

Nel giugno 2009 debutta, al festival Teatri delle Mura di Padova, “U Tingiutu. Un Aiace di Calabria”, giunto in finale al Premio Riccione per il Teatro 2009.
Scritto (interamente in calabrese) e diretto da Dario De Luca, e messo in scena dalla compagnia calabrese Scena Verticale, U tingiutu è una storia di 'ndrangheta, che esplora le dinamiche di una cosca malavitosa ai giorni nostri, prendendo però spunto da vicende ben più antiche: quelle narrate da Sofocle nell'Aiace ben duemilacinquecento anni fa. U tingiutu, è “il tinto”, il predestinato, colui che presto incontrerà la morte a causa di uno sgarro compiuto nei confronti della persona sbagliata.
Una storia di lotte intestine, di simili contro simili, di piccoli sgarri puniti col sangue, di onore e disonore costruita sul parallelismo con il mito sofocleo delle vicende di Aiace, Ulisse, Agamennone e Menelao, per raccontare un tipo di violenza che è sempre esistita e sempre esisterà e di cui nessuna società, in nessuna epoca storica, riuscirà mai a liberarsi.

Questo lavoro, che Scena Verticale ha presentato al Teatroi di Milano, parte da una vicenda inventata, che è la ricomposizione di un cadavere all'interno di un'agenzia di pompe funebri, per poi svilupparsi passo passo secondo la trama dell'Aiace, ma seguendo una sua personalissima struttura, che non è una semplice intuizione registica di De Luca, ma una precisa scelta operata già a livello drammaturgico e che consiste nello smontare la storia in “momenti” significativi (la tortura, la follia, il conflitto, la vendetta) per rimontarli con una tecnica quasi cinematografica, in un ordine che va ad amplificare i temi centrali dell'onore/disonore, della violenza e dell'ingiuria del cadavere.
Una sorta di “flash” alla Pulp Fiction che si svolgono tutti all'interno dello stesso ambiente e che, tra minacce di coltelli, lobi staccati a morsi, morti ammazzati, spari che scoppiano e fanno saltare sulla sedia... vengono buttati con la forza di schiaffi in pasto allo spettatore a cui rimane solo qualche sporadico secondo di dissolvenza tra una situazione e l'altra per tirare un sospiro di sollievo. Ma soprattutto tirare le somme. Perché la struttura accattivante non è certo di immediata né semplice comprensione.

La scrittura di De Luca è l'evidente frutto di un'esperienza che non si ferma alla drammaturgia, ma spazia anche in ambito registico e recitativo, perché tiene conto di una serie di fattori estremamente funzionali alla scena (come appunto la struttura stessa) che contribuiscono ad arricchire il risultato finale.
Interessante, a livello registico, l'intuizione della veneziana, che ad un tratto viene abbassata in proscenio, lasciando solo intravedere ciò che avviene in scena e che, citando Tommaso Chimenti, “cala dall'alto a rendere un velo di vedo-non-vedo al pubblico e fa da binocolo scannerizzando e segmentando la scena. Un atto d'accusa alla platea-popolo ed alle sue persiane abbassate omertose, a quell'alibi del non ho potuto vedere perché la visuale mi era coperta”.
Molto buona anche la performance degli attori, che suona spesso come un ulteriore rimando al linguaggio cinematografico, con dialoghi serrati e dal sapore forzatamente gagstariano.

Uno spettacolo notevole, sapientemente costruito e ben recitato, che può però risultare parecchio difficoltoso da seguire per chi non conosca il testo, a causa dei numerosi riferimenti, della complessità della sua struttura e soprattutto dei dialoghi in calabrese stretto, che lo rendono purtroppo decisamente poco “esportabile”.

U TINGIUTU
Un Aiace di Calabria


ideazione, testo e regia: Dario De Luca
con: Dario De Luca, Rosario Mastrota, Ernesto Orrico, Fabio Pellicori e Marco Silani
produzione: Scena Verticale

TEATRO I
via Gaudenzio Ferrari 11
20123 – Milano

INFO E PRENOTAZIONI
tel 02.8323156
promozione@teatroi.org



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