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Interviste









[Interviste] Ma che buffi che sono i Mercanti di Storie...

Silvia Pizzi - 26.01.2010

Sabato 23 e domenica 24 gennaio qualche milanese ha avuto la fortuna di partecipare ad un evento molto speciale: i Mercanti di Storie, la Piccola Orchestra Fonomeccanica e diversi altri artisti si sono riuniti al Teatro della Contraddizione per celebrare, in occasione del trentesimo anno dalla sua scomparsa, "il più grande artista sconosciuto, cantautore di straordinario insuccesso", poeta della canzone, della bottiglia, dell'amore e dell'anarchia: Piero Ciampi.

Per sperare di accaparrarsi un posto a sedere occorre telefonare e prenotarselo per tempo, c'è chi compra "posti cuscino" e paga il biglietto per sedersi a terra pur di entrare, perché ad accalcarsi nel foyer del Teatro della Contraddizione sono davvero in tanti, tra appassionati seguaci dell'artista livornese, ammiratori ed amici dei Mercanti di Storie e semplici curiosi avventori.
E nel piccolo teatro di via Braida, tanto apprezzato dagli "addetti ai lavori" della scena milanese ma anche da un pubblico sempre più ampio, si aspetta chiacchierando e soprattutto si beve parecchio vino per prepararsi degnamente allo spettacolo "PIERO CIAMPI: CERIMONIA ANARCOOLICA".

Ad aprire le danze è il monologo musicale "Mi sono arreso a un nano", che debuttò come primo spettacolo dei Mercanti di Storie nel 2004: su un palchetto al centro della scena siedono il musicista Giovanni Melucci, che farà da sottofondo servendosi di una fisarmonica ed un micro-pianoforte a coda, e l'attore Massimiliano Loizzi, autore, interprete e co-regista -insieme a Lino Musella- degli spettacoli dei Mercanti di Storie.
Formatosi presso la Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi da cui (per citare la sua stessa autobiografia) per ragioni poco edulcorabili fu espulso nel 2002, Loizzi è un artista sorprendente: geniale, irriverente, irresistibile.
Seduto col suo fiaschetto di vino ai piedi, l'attore che veste i panni del poeta scomparso scruta il pubblico con uno sguardo appannato dall'alcool e poi, senza timori o filtri, gli si rivolge in maniera schietta, diretta, cruda. Guarda in faccia tutti, uno per uno, domanda, pretende risposte e commenta senza pietà, improvvisando con incredibile abilità, alla ricerca dello scontro verbale che, sebbene spesso piuttosto pesante, diverte e non offende, azionando una sorta di meccanismo che "abilita" il cinismo e porta a ridere senza vergogna e senza remore perfino del proprio vicino, senza peraltro mai scadere nel becero o nel banale.
Divagazioni che alleggeriscono e allontanano dal nocciolo della questione, per poi abilmente tornare "alla matassa" arrivando improvvisamente, inaspettatamente, a citare i versi di Ciampi camuffandoli tra chiacchiere, imprecazioni, sfoghi, suppliche e dichiarazioni d'amore... commuovendo tutti gli appassionati che riconoscono le parole del poeta e conquistando per sempre tutti coloro che le sentono per la prima volta.

E il nocciolo della questione, da dimenticare e recuperare continuamente, è che Loizzi-Ciampi dichiara di sapere per certo che in mezzo al pubblico si cela Lei, una Lei da cui l'artista pretende una risposta. Anzi, più d'una a ben vedere: "Io e te stiamo ancora insieme? Se tu mi hai lasciato, ma io non ho lasciato te, allora siamo ancora legati?". Ma soprattutto: "Io, che ho desiderato di morire per amor tuo, voglio sapere da te come sia possibile. Perché se desiderare di morire per amore significa desiderare di smettere di soffrire per vivere meglio, allora come si può desiderare di morire per poter vivere?"
Domande a cui, ovviamente, nessuno tra il pubblico saprà dare una risposta, scatenando l'astio che sbotterà nei versi di "Adius" per concludersi con lo struggente canto finale, che tra tutti i pezzi di Piero Ciampi è ovviamente quello che fa da tema principale nonché filo conduttore della serata: "Il Vino".

Al termine del monologo, infatti, il pubblico è invitato ad alzarsi per una breve pausa. Nel foyer di nuovo tante bottiglie di vino e buste di taralli (per restare in tema con le origini pugliesi di Loizzi). A seguire, la Piccola Orchestra Fonomeccanica, Gianluca DeAngelis, Alessio Lega ed altri musicisti tra cui Luca Loizzi (ebbene sì, fratello di Massimilano) si esprimeranno con il loro personale tributo a Piero Ciampi, eseguendo brani del cantautore livornese, come anche pezzi di altri artisti che per tematiche, sonorità ed atmosfere rendono omaggio al poeta scomparso.
Infine, a mezzanotte passata da un pezzo, i Mercanti di Storie offrono una replica a chi abbia voglia di fermarsi. Uno speciale bis per pochi (venticinque) fortunatissimi intimi.

I mercanti di storie e la Piccola Orchestra Fonomeccanica saranno di nuovo in scena al Teatro della Contraddizione il 4, 5 e 6 Febbraio alle ore 22.00 e il 12 marzo alle 23.30, con lo spettacolo "Radio, ovvero l'adunata dei refrattari", il primo spettacolo teatral-radiofonico mai esistito in Italia. Nel resto del mondo chissà.
Sta di fatto che chi se li perde è matto.

TEATRO DELLA CONTRADDIZIONE
Via Braida 6 - Milano
MM3 Porta Romana
tel: 02.5462155
info@teatrodellacontraddizione.it

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