Pirandello e Labiche: due atti unici all'insegna della comicità al Teatro Caboto.

Bertuccio Giovanni - 21.01.2010 testo grande testo normale

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Tags: teatrocaboto, frigerio, cecè, pirandello

Gli spazi di via caboto divengono, fino al 31 gennaio, le camere private dei protagonisti delle opere 'Cecè' di Pirandello e de l'Affaire de la rue Lourcine di Labiche...

Gli spazi di via Caboto divengono, fino al 31 gennaio, le camere private dei protagonisti delle opere 'Cecè' di Luigi Pirandello e de l'Affaire de la rue Lourcine di Eugèn Labiche ribattezzato dalla compagnia 'I due carbonai'. Due atti unici, uno della storia del nostro 900, l'altro del patrimonio storico-teatrale dei cugini francesi dell'800. Proposti nella rivisitazione del regista-attore Gianluca Frigerio.
/ In prima battuta preme puntualizzare il percorso-studio che sta dietro la scelta che si risolve con l'accomunare queste due opere. L'iniziale appartenenza delle due alla sfera comica, nasconde la riflessione pirandelliana sul 'comico' è 'l'umorismo', dove l'uno è visto in conseguenza del suo rapporto immediato con la risata, l'altro nella capacità di creare un comune sentimento della fragilità umana da cui nasce un compatimento per le debolezze altrui, che sono anche le proprie, generando un sorriso di comprensione. Dunque il primo tempo all'insegna dell'umorismo drammatico pirandelliano, l'altro della comicità di Labische. In una sorta di gioco che pone la domanda: 'dimmi perchè ridi e ti dirò chi sei'. In secondo luogo, più velata, si cela la riflessione su cosa possa far ridere ancora e ai nostri giorni, promuovendo la rilettura in chiave contemporanea di autori del passato come in una sorta di svecchiamento.
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Questa armonia di base, progettuale e prettamente intellettualistica, non sembra regnare del tutto nella resa attoriale tra primo e secondo tempo. A regnare fra i due è la grande, pronta, versatilità di Frigerio nel doppio ruolo di Cecè e Oscar, che però è sbilanciata nella resa dei diversi componenti dei due atti. Nel senso che nell'atto pirandelliano i due coprotagonisti Andrea Crapitti, nel ruolo di Squatriglia, e Laura Locatelli, nel ruolo di Nada, sembrano non raggiungere quell'equilibrio che vede al centro l'ottima caratterizzazione del personaggio Cecè di Frigerio (che riesce perfino a farci odiare il 'bonario' sfruttamento che opera con il sorriso in faccia), risultando cosi come ad esserne la parodia del personaggio stesso, tradendo la profonda consapevolezza che spetta agli attori pirandelliani. Ma anche se leggiamo questo 'di più' nella lettura che il regista ne fa, nello studio del tema dell'ipocrisia sui personaggi, anche qui risulta amplificato, iper-reale fuori dai cardini anche del teatro nel teatro. Ma nell'insieme sono chiari i riferimenti pirandelliani come il caso degli attori che entrano i scena direttamente dal teatro.

Più equilibrato, armonico, il secondo atto, in cui tutti gli attori dialogano fra loro con padronanza decisa e consapevole sia dei personaggi che dello sviluppo dei 'vaudeville' francese. Inventato nella Francia di fine settecento si sviluppa in America trasformandosi nel 'varietà', fino alle implicazioni del 'caberet' sviluppate a Berlino fra gli anni 30 e 40, rielaborato nell'attualizzazione del secondo atto in una Milano degli anni settanta dal regista.

Paolo Milano, nel ruolo di Mistocchi, Anna Battaglia, nel ruolo della moglie di Oscar Norina, Lorenzo Marangon, nel ruolo del cugino Augusto, Boris Macaresco, nel ruolo di Giustino il maggiordomo, coadiuvati da l'Oscar di Frigerio, cantano, mimano delle coreografie, fino alla bellissima sigla rubata al cabaret, recitando decisi, a suo agio con i personaggi ben definiti, fino allo svisceramento dell'inghippo sull'omicidio o il presunto tradimento.


/ Le scenografie vedono come sfondo le due camere dei personaggi. In una struttura pubblica quella di Cecè, nella dimora privata nel caso di Oscar. Essenziale la prima, con solo il letto, un mobile sulla sinistra con toiletta davanti a una sedia bianca. Sulla destra altre sedie e un mobiletto con telefono. La seconda si presenta più carica di orpelli e di mobilio in concordanza con gli usi del tempo. Accordati anche i costumi misti fra anni 70 e 800. La colonna sonora quasi nulla.
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TEATRO CABOTO
Via Caboto 2 - Angolo Piazza Po – 20144 Milano
Tel. 02.70.60.50.35 - MM1 Wagner o Pagano
mail@teatrocaboto.com
www.teatrocaboto.com
Orari spettacoli:
Da mercoledì a sabato ore 21.00 - Domenica ore 16.00
Biglietti: € 10,00 intero
€ 8,00 abbonamento gratuito “cartacaboto” e over60


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