Silvia Pizzi - 21.01.2010
Si forma alla scuola realista con John Strasberg e molti altri maestri del Metodo Stanislavskij ed in seguito studia biomeccanica con Stephan Schulberg (Living Theatre) e partecipa ad una sessione di lavoro con Grotovsky al Workcenter di Pontedera. Dopo aver acquisito una formazione in ambito psicologico, dal 1989 comincia a dirigere i primi laboratori per poi fondare, a soli 25 anni, una scuola per attori.
Un curriculum davvero di tutto rispetto quello di Alessandro Del Bianco, che attualmente lavora come regista, attore, drammaturgo, insegnante, coach per il cinema, nonché direttore del CentroStudioAttori di Milano e che dal 19 al 24 gennaio sarà in scena al TeatroCinque con lo spettacolo "Torno Tardi", da lui scritto, diretto e co-interpretato al fianco di Irina Galli e della giovanissima Veronica Gasparoli.
"Una riflessione sul mito biblico e psicoanalitico della relazione tra padre e figlio", si legge sul web. E ancora: "La rappresentazione dell'atavica e intramontabile tematica del conflitto fra generazioni, destinato a non risolversi" o anche "una fortissima riflessione viva e veridica sul problema dell´alcolismo tra giovanissimi".
Da note di regia, invece, si tratta di "uno spettacolo multimediale sulla tematica attualissima della mancanza di comunicazione tra genitori e figli, legata a dinamiche familiari in cui spesso i genitori non sono in grado di cogliere segnali e di essere riferimento per i ragazzi".
Ciò che si vede in scena è uno squallido miniappartamento, disordinato e sudicio, in cui entra un uomo in canottiera, sporco, sudato e dall'aria sciatta.
Beve, fuma, impreca contro il figlio, che è uscito di casa insultandolo, contro la moglie, che non sa dare il buon esempio e giace ubriaca su una branda poco distante, e contro la figlia adolescente che, in proscenio, sfoglia giornali e siede davanti ad uno schermo che proietta da ambo i lati (e quindi anche agli occhi degli spettatori) una serie di programmi come reality show, docu-fiction e videoclip, realizzati appositamente per lo spettacolo dal regista Paolo Modugno.
Una prima immagine che contiene già, in sé, l'essenza dell'intero spettacolo: una storia di degrado, fisico e morale, di una famiglia composta da persone che si logorano a vicenda e non si oppongono alle reciproche violenze ed oppressioni, ma vi si arrendono, girando la testa dall'altra parte: il figlio sbatte la porta e se ne va, la figlia infila le cuffie dell'ipod o si fa rapire dalle promesse della televisione e dei giornali, la madre dorme e se si sveglia beve.
Unica figura "vigile" è quella di un padre-padrone che non perde occasione per commentare e sottolineare qualsiasi difetto, mancanza, debolezza o miseria intraveda in chi lo circonda. Un uomo che deride la moglie alcolista e la figlia anoressica, liquidando le loro immense tragedie umane con qualche spruzzatina di veleno e sarcasmo a buon mercato.
Una rappresentazione in cui l'impronta realista di Del Bianco fa da padrona, per cui tutto ciò che accade in scena succede per davvero ed ogni gesto quotidiano, presentato agli occhi dello spettatore, non è frutto di una finzione, ma di una reale e concreta esperienza attorale. E così preparare la cena significa avere in scena l'odore del sugo che cuoce e il vapore dell'acqua che bolle... tutto è così "vero" che viene da farsi delle domande anche sul whisky che gli attori sorseggiano, ininterrottamente, dall'inizio alla fine.
Un realismo che coinvolge anche la parola che, il più delle volte, pare messa lì come veniva al momento, improvvisata, creando alcuni effetti di piacevole naturalezza (specialmente grazie alla performance della Galli che, estremamente credibile nel suo "essere ubriaca", regala le poche battute davvero divertenti dell'intero spettacolo) ma generando anche diversi intoppi, come le innumerevoli sovrapposizioni di battute, errori un po' troppo grossolani, che a lungo andare pesano.
Il ritmo, inoltre, è spesso così lento che risulta difficile sostenere i numerosi silenzi e si finisce per percepirli come falle drammaturgiche o mancanze registiche: lunghi momenti in cui avviene ben poco, a parte qualche indovinata uscita della Galli o qualche inquietante e drammatico sussurro dell'intensa e giovane Gasparoli.
Lo spettacolo si conclude con una delirante ed improvvisa conversione del padre, che da mostro qual è, capace di torturare la moglie con le parole e molestare la figlia con i fatti, di punto in bianco si pente degli errori commessi, senza che prima vi sia stato alcun punto di svolta o apparente causa scatenante. La risposta va ricercata in un cortometraggio, proiettato sul soffitto dell'appartamento, che attraverso l'uso di simbolismi un po' ingenui dovrebbe spiegare il motivo per cui il figlio, quella sera, tarderà ad arrivare...
Anche le tematiche, dunque, risultano poco chiare, o quantomeno non sufficientemente esplicitate, in questo spettacolo che accoglie con grandi aspettative, ma lascia con un po' troppi interrogativi insoluti sul vero "punto della questione": specchio del rapporto conflittuale genitori/figli? Incomunicabilità? Denuncia delle violenze tra le mura domestiche? Il destino dei padri si ripercuote sui figli? O forse tutte queste cose insieme?
TORNO TARDI
Drammaturgia e regia di Alessandro Del Bianco
Con Alessandro Del Bianco, Irina Galli, Veronica Gasparoli
Produzione TeatroCinque
Regia video Paolo Modugno - MoovieVideo
Lo spettacolo comprende il cortometraggio "Nella notte" di Alessandro Del Bianco
Regia di Alessandro Del Bianco
Produzione MoovieVideo
TEATRO CINQUE
via Ascanio Sforza 37 - Milano
tel. 02.58114535
info@teatrocinque.it
BIGLIETTI
Ingresso riservato ai soci dell'Associazione
(tessera associativa annuale 2,00 euro)
Intero: 10 euro
Ridotti: 8 / 6 euro
ORARI
Lunedi riposo
Mar-mer-ven-sab-dom: ore 21.00
Gio: ore 19.30