Era e Persefone: archetipi eterni al Teatro Frigia.

Giovanni Bertuccio - 10.01.2010 testo grande testo normale

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Tags: donne dee teatro frigia solaria quinte di carta

Due donne che non si guardano ormai più da tempo ma che hanno ancora bisogno. Sono donne che dipendono sempre. Anche dalla loro voglia di solitudine.

Gli spazi del Teatro Studio Frigia cinque accolgono, per questo week end, la riflessione sulla donna proposta dalla compagnia di Teatro danza Solaria. Progetto stimolato dalla lettura del libro 'Le dee dentro la donna' di Jean S. Bolen vede in scena Kirya DeAntoni e Sonia Gobbi: le contemporanee Era e Persefone.

Il sipario inesistente lascia la scena aperta e per terra si scorgono vestiti luccicanti, scarpe in vernice rossa da un lato, e vestaglie bianche, le bambole Barbie e Ken, un cuscino a forma di cuore rosso dall'altro. I personaggi cosi divengono caratterizzati ancor prima della loro recita, si avranno cosi lo stereotipo della donna che sfrutta consapevole e orgogliosa la sua sensualità, e lo stereotipo della donna-bambina che vive in un mondo rosa fatto di fiabe e che sogna ancora l'appagamento del 'vissero tutti felici e contenti'.

Kirya e Sonia si alternano i ruoli e le battute mettendo in scena quell'ideale dialogo che in realtà non avviene fra le due. Dunque si parlano chiedendosi forse aiuto. La caratterizzazione dei personaggi è ferma, chiara all'inizio: nel momento in cui le donne vengono presentate per come sono, per quello che fanno, nella vita che vivono lasciando nascosta l'affermazione 'Sono cosi e ne sono contenta', 'non ho bisogno di un uomo'.

Man mano che la rappresentazione procede però i due personaggi cominciano a sbiadirsi, da opposti o comunque molto diversi divengono simili, più vicini.
La fierezza che mostrano all'inizio nel parlare di loro come delle donne libere, belle, indipendenti in realtà cela la consapevolezza di quanto tutto sia una gioco delle parti e di come anche quello, quelle sensazioni, siano frutto di una recita, la stessa che ci impone la vita. E di fronte a questo sono smarrite, si sentono piccole sotto il peso dei tradimenti, per la fine di una amore, per i giudizi della gente, per non essere capite. Si sentono sole e depresse. Si scoprono dipendenti, intrappolate nelle loro convinzioni, nelle loro vite che non vogliono più. Le due gridano, corrono, strisciano per terra, si strappano i capelli, alzano le mani al cielo in preda alla disperazione ricercando una nuova pelle. Ed è proprio a partire dalla ri-scoperta di sè che le due donne possono ri-conoscere la divinità che è in loro, che è sempre stata lì, dentro di esse come forza da cui attingere per trasformarsi e sopportare. Le distanze fra le due, cosi, si diminuiscono avvicinandole di molto e raccontando cosi la danza di caotiche emozioni che alberga in ogni Donna, in ogni Dea.

Ed è proprio la danza l'elemento al quale lo spettacolo da un ruolo marginale, almeno nella sua accezione propria, volendo accentuare maggiormente il dinamismo dei corpi come espressione del 'movimento' che avviene all'interno delle donne-dee. Era e Persefone rappresentano la voglia di completarsi, e Kyria e Sonia mettono in scena la vulnerabilità di questo volere, la fragilità di tale dipendenza.

Dee dentro 9-10/01
Teatro Studio Frigia 5
via Frigia 5 - 20126 Milano
(MM Precotto, bus 44, 7, 85)
tel/fax 02 719096 - 348 290385
Ingresso euro 10.00
Ridotto euro 8.00
Tessera annuale euro 3.00
 

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