La Milano di Testori al Teatro Oscar

Redazione Teatro - 09.01.2010 testo grande testo normale

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Tags: Fabbricone, marco balbi, emilio russo, giovanni testori

E' in scena fino al 31 gennaio la riduzione drammaturgica, a cura di Emilio Russo, de "Il Fabbricone" di Giovanni Testori...

Vite, amori, delusioni e progetti in un vecchio caseggiato del dopoguerra che vent’anni dopo, all'epoca del racconto, dimostra solo magagne e problemi. Proprio come i suoi abitanti.

E' in scena fino al 31 gennaio nella suggestiva sala del Teatro Oscar di via Lattanzio la riduzione drammaturgica, a cura di Emilio Russo, de "Il Fabbricone" di Giovanni Testori, capitolo finale de “I segreti di Milano” – affresco ciclico in cui lo scrittore milanese ritrasse con dolorosa pietas le vite del popolino ai margini della città. Lo spettacolo ha debuttato, nel giugno 2009, nell’affascinante cortile della Magnolia, all’Accademia di Brera, con la regia di Marco Balbi e ritorna con la partecipazione di Mimmo Craig, nei panni di nonno Oliva, capaci di far rivivere sogni e inquietudini di povera gente, dipingendo la Milano di una volta, malinconica e rabbiosa, alla rincorsa di un boom economico che gi‡ sembra un treno perso.

Uno spettacolo per tutti, capace di far sorridere e commuovere fino alle lacrime, con nove attori in scena, tra cui spiccano senza dubbio Mimmo Craig e Maria Eugenia D'Aquino.

La ringhiera e il cortile sono i protagonisti di questo affresco di storie che rimandano a quella Milano di periferia fotografata tra l’eco non ancora troppo lontana di una guerra che ha lasciato sul terreno e sulle coscienze cumuli di macerie e un futuro ancora incerto. Sono gli anni del Boom e dello Sboom tra le inquetudini e i sogni di gloria di una gioventù in cerca di nuovi riferimenti e la nostalgia carogna di vite invecchiate troppo presto. Il tutto a portata di mano e di cuore, grazie alla penna straordinaria di uno dei più grandi autori del '900.
Il Fabbricone parla la lingua del popolo, viscerale e ironico, la cui storia ha per protagoniste due famiglie nemiche: gli Oliva, di fede democristiana, e i Villa, comunisti. I loro figli Rina e Carlo, innamoratissimi l’uno dell’altra, diventano gli eroi di una sorta di “Romeo e Giulietta di cortile, fatta di disperazione e di sogni che non riescono a superare il cortile di casa”.

"La versione teatrale che proponiamo - spiega Emilio Russo nelle note di regia - proverà a ricostruirne sentimenti e atmosfere, attraverso i personaggi principali e secondari, abitanti di questo decadente “fabbricone” brulicante di vita, pianeta ostile e materno, da dove si scappa, ma non si riesce a uscire".


Teatro Oscar - Via Lattanzio, 58 - Milano
Orari spettacolo: mar. ore 21 - mer. ore 19.30 da gio. a sab. ore 21 - dom. ore 17
lun. riposo – durata 1h10’
Orari biglietteria: dal lunedÏ al sabato dalle ore 16 alle 19
Prezzi: intero: 24 †euro - convenzionati: 18 euro - ridotto (under 25 / over 60 resid. a Milano): 12 euro studenti: 8 euro - cral e gruppi (min. 10 persone): 10 euro - prevendita: 1,50 euro
Prenotazioni allo 0236503740 - info@tieffeteatro.it - www.tieffeteatro.it


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