Jena Ridens: il reality show approda a teatro.

Silvia Pizzi - 09.01.2010 testo grande testo normale

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Tags: jena ridens, teatro filodrammatici, paola galassi, alessandro betti

Personaggi che si presentano come macchiette senza cedere il passo agli stereotipi, in un testo leggero e al tempo stesso mai banale.

In un periodo in cui gli umoristi impazzano in ogni programma tv, sbancando pure i botteghini del cinema, e in cui sembra basti sempre meno per suscitare la risata in un pubblico particolarmente benevolo nei confronti dei comici (persino di quelli un po' improvvisati), è abbastanza normale che in molti decidano di provare a far ridere.
Ma far ridere è una cosa molto seria. È un'arte e per giunta tra le più complesse, fatta di tecniche da imparare, “tempi comici” da analizzare, comprendere e da assorbire e, naturalmente, di un innato talento. Ecco, quello di “Jena Ridens” è proprio il caso in cui attori capaci di far ridere hanno lavorato su un testo che non punta alla scorciatoia della battuta facile e diverte sul serio.

La storia si svolge all'interno del caveau di una banca, in cui prima entra una coppia di ladri non proprio espertissima, poi il direttore della banca, intenzionato a cogliere con le mani nel sacco una guardia giurata che pare si trattenga un po' troppo a lungo da quelle parti, ogni sera, quando tutti se ne sono andati... ed infine la guardia giurata in questione.
Sorprendendosi tutti insieme lì dentro, i quattro cominciano a discutere animatamente e non si accorgono che il portellone del caveau si chiude alle loro spalle, imprigionandoli.
Ad aggravare la situazione vi è il fatto che, quando la banca è chiusa, per motivi di risparmio energetico, nel caveau la presenza di ossigeno viene ridotta del 70 per cento. In un primo momento presi dal panico, i quattro protagonisti rivalutano improvvisamente la situazione quando scoprono, attraverso un pc portatile, che le immagini riprese della telecamere a circuito chiuso sopra le loro teste stanno andando in diretta tv nazionale.

Inutile chiedere aiuto, perché la loro situazione “piace alla gente a casa”, per cui prima di essere salvati i quattro dovranno accettare di diventare un caso mediatico, i protagonisti di un macabro reality-show per fare ascolti. E non sarà poi così difficile: basterà che la produzione televisiva offra loro dei soldi per convincerli a prolungare la loro permanenza lì dentro, anche a rischio della vita stessa.
Basta il miraggio di quei famosi “15 minuti di celebrità” e subito la donna cede agli ammiccamenti e l'uomo smette di camminare come “un uomo” e inizia a camminare come “un duro”. Basta la consapevolezza di essere osservati per perdere ogni tipo di spontaneità e cominciare a dirsi “che facciamo?” “non possiamo star qui a fare niente, ci guardano!”. Come se l'essere semplicemente se stessi non fosse abbastanza interessante. Come se farsi vedere per quello che si è fosse imbarazzante. E allora che si fa? Si recita! O, meglio ancora: “Litighiamo, è la cosa più facile da fare!”.

“Siamo in un momento” afferma la regista Paola Galassi “in cui forse troppo spesso la tv ci lascia perplessi di fronte alla sua eccessiva invadenza e al suo cinismo. Ecco perché è nata questa commedia che si propone di far divertire su un argomento che nella realtà ci fa soprattutto arrabbiare”.

Jena Ridens è il reality-show che approda a teatro, sbeffeggiando i meccanismi manipolatori della tv e riportando in maniera amaramente ironica tutta una serie di comportamenti che, condotti volutamente all'estremo, non risultano poi così distanti da quelli che siamo abituati a vedere ogni giorno sul piccolo schermo.
Gli stessi personaggi sono tipi umani che ricordano, nel modo di atteggiarsi e di rivolgersi agli altri, quelli che affollano molti talk-show e che per “farsi sentire” puntano più sul volume della voce che sulla bontà delle proprie argomentazioni. Personaggi che si presentano come macchiette, senza però cedere il passo agli stereotipi ma, anzi, spesso stravolgendoli, come nel caso dell'irresistibile direttore di banca, magistralmente interpretato dall'attore Alessandro Betti, che è anche co-autore del testo.

Un testo leggero e al tempo stesso mai banale, scritto a quattro mani con la regista dello spettacolo, Paola Galassi.
Un ritmo sempre alto (a volte fin troppo, tanto che le battute in alcuni punti di sovrappongono e purtroppo si perdono).
Battute esilaranti, rette da bravi attori che fanno ridere già con il loro semplice “stare in scena” e non solo per come agiscono, ma anche (e a volte soprattutto) per come re-agiscono.

JENA RIDENS
di: Alessandro Betti e Paola Galassi
diretto da: Paola Galassi
con: Ussi Alzati, Alessandro Betti, Ottavio Bordone, Alfredo Colina

TEATRO FILODRAMMATICI
Via Filodrammatici 1 - Milano
Tram 2, MM1 MM3 fermata Duomo

ORARI
Da martedi a venerdì: ore 21.00
mercoledì: ore 19.30
domenica: ore 16.00

PREZZI
intero: 15 euro
martedì, mercoledì e giovedì: 10 euro

INFO E PRENOTAZIONI
tel. 02.36595671
www.vivaticket.it
www.teatrofilodrammatici.com


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