Paolo Poli brinda al Franco Parenti con Sillabari....

Maddalena Peluso - 01.01.2010 testo grande testo normale

Commenta questo articolo


Tags: Maddalena Peluso, Paolo Poli, Teatro Franco Parenti, Sillabari

Paolo Poli al Franco Parenti con Sillabari fino al 6 gennaio 2010. Un inizio dell'anno nel segno dell'amarcord...

In scena l’ultimo giorno del 2009 e il primo del 2010. E’ un Paolo Poli irriverente ed esplosivo quello che ha allietato il pubblico del Franco Parenti di Milano l’ultima notte dell’anno, con brindisi augurale, paiettes e raffinata ironia.

Tanta nostalgia e amarcord in “Sillabari”, considerato da molti il capolavoro di Goffredo Parise, spettacolo che ha debuttato al Carcano lo scorso anno e ritorna al Parenti fino al 6 gennaio 2010, nella rassegna “ragazzi terribili” con un Paolo Poli un po’ raffreddato (“altro che Milano – afferma coprendo un colpo di tosse - portatemi a Cuba”) ma devoto al suo pubblico, numeroso ed eterogeneo.

Si parte subito con una simpatica carrellata di personaggi, dal carattere ‘universale’ perché potrebbero vivere sempre ed ovunque, interpretati dall’attore toscano e da quattro giovani attori: Luca Altavilla, Alfonso De Filippis, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco, capaci di trasformarsi sulla scena con repentina ed efficace disinvoltura.

Si inizia dalla A di Amore e si procede progressivamente fino alla lettera S di Solitudine dove Parise si è arrestato per mancanza di ispirazione perché, come lui stesso affermò ‘Alla lettera S, nonostante i programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e non ha discenden...’

Ad essere messi in scena ne “I Sillabari”, scritti a partire dai primi anni ’70, sono personaggi e situazioni ispirati agli anni che vanno dal ‘40 al ‘60, di quell’Italia che doveva superare i danni morali e materiali della guerra ed era alla ricerca continua della completa rinascita.

Ed ecco dunque che sul palcoscenico si alternano piccini attoniti, vecchi astiosi e infuriati, donne sole, poetiche Bovary di borgata, maschi ancora impegnati a conquistare la sopravvivenza. Gli spettatori possono sfogliare un album di vecchie figurine intatte, completo di sonoro: per ogni immagine una canzonetta, con il suo testo ingenuo e banale, ritratto quasi acribico del tempo al quale appartiene.

Una comicità sicuramente da contestualizzare, che negli anni settanta ha reso grande un uomo capace di utilizzare la sua “effeminatezza” per far innamorare uomini e donne, per la sua poetica grazia, per la sua eleganza, per quella voce che arriva al cuore (e infatti tanti lo ricordano anche per i suoi bellissimi audiolibri di fiabe).
Un mondo ormai scomparso, messo in scena mordendosi un labbro, con la consapevolezza di rimescolare passioni e sentimenti mai sopite con una scanzonata e malinconica ironia.

A tale situazione ambientale lo spettacolo abbina una parte visiva, curata da Emanuele Luzzati, ispirata all'Arte pittorica del Novecento, dalle opere Liberty a quelle di Sant’Elia, De Chirico, Chagall, Carrà, Savinio, De Pisis, Dalì, Mondrian, Hopper, assieme ai sempre sorprendenti costumi di Santuzza Calì, con stoffe corpose e preziose.
La parte musicale è di Jacqueline Perrotin con le coreografie divertenti di Alfonso De Filippis.

SILLABARI
due tempi di Paolo Poli da Goffredo Parise
interpretazione e regia di Paolo Poli
e con Luca Altavilla, Alfonso De Filippis, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco

Produzioni Teatrali Paolo Poli - Associazione Culturale

durata 2h
Sala Grande
feriali ore 21.00
festivi ( 1-3-6-gennaio) ore 16.30
ABBONAMENTO ragazzi terribili
Intero € 40.00
Ridotto under 25, gruppi, cral € 28.00
Ridotto over 60 € 20.00


  • Paolo Poli brinda al Franco Parenti con Sillabari....

  • Paolo Poli brinda al Franco Parenti con Sillabari....

  • Gli ultimi commenti