Ronconi-Shakespeare parte seconda: Il mercante di Venezia al Piccolo
Sara Trecate - 13.12.2009

Tags: il mercante di venezia, shakespeare, ronconi, piccolo
Un nuovo Shakespeare per Luca Ronconi che sembra particolarmente ispirato dai drammi del Bardo. Il mercante di Venezia mira a ripetere il successo del Sogno di una notte di mezza estate.

Per il Piccolo, lo spettacolo più atteso della stagione. I biglietti a disposizione diminuiscono velocemente, il teatro è sempre pieno, qualcuno si deve accontentare di un posto in piedi.
Questo è Il mercante di Venezia, nuova produzione dello stabile milanese, nuova regia di Luca Ronconi, che dopo il Sogno di una notte di mezza estate dello scorso anno, torna a lavorare su Shakespeare regalandoci un'altra validissima messinscena.
La storia è celeberrima, le figure dell'usuraio Shylock e del mercante Antonio che gli promette una libbra della propria carne se non riuscirà a ripagare il debito, indimenticabili. E nonostante ciò, Ronconi riesce a dare nuova vitalità ai personaggi, grazie ad un cast di livello, e riesce ad appassionare con una regia che accentua la dimensione ambigua e crudele della vicenda.
Venezia e Belmonte sono le due località tra le quali si svolge la trama dell'opera, ma non sono, come potrebbe sembrare a prima vista, due luoghi opposti come l'Atene e la foresta del Sogno. Non abbiamo di fronte una Venezia schiava del denaro e una Belmonte fatata: nella visione ronconiana si tratta di due luoghi molto simili, entrambi guidati da una logica di guadagni e di aride transazioni economiche.
L'impianto scenico è dunque scarno e comune alle due realtà: il palco enorme dello Strehler è quasi completamente vuoto, con le nude pareti dipinte di bianco (ma che potranno di volta in volta assumere anche le fredde sfumature del grigio e del blu grazie alle luci di Weissbard).
Elemento simbolo di questa messinscena, onnipresente dall'inizio alla fine, è la bilancia. Tante tante bilance in scena, di ogni forma e dimensione: bilance che scendono dall'alto, che emergono dalle botole sul palco, che entrano dai lati. Sono strutture verticali, orizzontali, disegnano gli spazi, delimitano le scene. Il regista ha precisato, ma non ce n'era bisogno, che questa scelta non voleva essere un riferimento cafone e pacchiano ai temi principali del testo (la giustizia e il lavoro dei mercanti), ma puntava a suggerire una lettura basata sugli equilibri precari che riguarderebbero tutta l'opera e tutti i protagonisti. Ognuno in bilico tra amore e amicizia, tra amore e denaro, tra ebraismo e cristianesimo, tra volontà e destino, tra realtà e inganno.
Eppure neanche il riferimento semplicistico alla giustizia sarebbe stato poi così banale: queste bilance fredde e meccaniche imprigionano efficacemente i protagonisti in un bosco metallico, schiacciano Antonio e gli altri in una morsa opprimente che sembra voler ricordare a tutti che il tempo sta per scadere, che il contratto va rispettato, che la sentenza è vicina.
La scenografia è tipicamente ronconiana, molto dinamica, di grande impatto, con continue apparizioni e sparizioni di elementi scenici. Ma c'è di più, c'è quello che si potrebbe definire il fascino meccanico delle scenografie meglio riuscite di Ronconi: c'è lo stupore, la meraviglia che si prova vedendo quello che si riesce a realizzare in teatro (avendone i mezzi, certo).
Infine, impossibile non rendere conto del notevole lavoro svolto da tutti gli interpreti, che il regista non ha obbligato a recitare con cantilene o declamazioni interminabili, ma che sono stati liberi di cercare una strada personale: il risultato è una caratterizzazione molto diversificata (e appropriata) di tutti i personaggi. In scena un ventaglio molto ampio di tipologie umane: ricordiamo almeno lo Shylock vendicativo di Fausto Russo Alesi, l'Antonio lieve di Riccardo Bini, la Porzia appassionata di Elena Ghiaurov.
Dal 9 al 23 dicembre 2009
Dal 7 al 31 gennaio 2010
IL MERCANTE DI VENEZIA
di William Shakespeare
traduzione Agostino Lombardo e Sergio Perosa
regia Luca Ronconi
scene Margherita Palli
costumi Ursula Patzak
luci A.J. Weissbard
musiche a cura di Paolo Terni
con (in ordine di locandina) Giorgio Ginex, Riccardo Bini, Ivan Alovisio, Sergio Leone, Andrea Luini, Gianluigi Fogacci, Francesco Colella, Fausto Russo Alesi, Silvia Pernarella, Gabriele Falsetta, Elena Ghiaurov, Raffaele Esposito, Giovanni Crippa, Bruna Rossi, Andrea Germani,
Ettore Colombo
e con Nicola Ciaffoni, Martin Chishimba, Matteo De Mojana, Davide Paciolla, Matthieu Pastore
produzione Piccolo Teatro di Milano
Durata spettacolo: 3h 50 compreso un intervallo
TEATRO STREHLER
Largo Greppi 1
MM2 Lanza
Info: info@piccoloteatro.org
ORARI
Mer gio ven: h 20,00
Mar e sab: h 19,30
Dom: h 16
Lun riposo
BIGLIETTI
Platea:
Intero 32,00
Ridotto card Gio/Anz 20,00
Balconata:
Intero 25,50
Ridotto card Gio/Anz 17,00
Biglietteria telefonica: 848800304


