Amadio fa l'inglese con Love and Money al Filodrammatici
Maddalena Peluso - 13.12.2009

Tags: Tommaso Amadio, Love and Money, Teatro Filodrammatici,
Tommaso Amadio si racconta prima di andare in scena con "Love and Money", regia di Bruno Fornasari, in scena al Teatro Filodrammatici fino al 31 dicembre.

Fino alla fine del mese saremo in scena con Love and Money. Il 31 dicembre festeggeremo con la Compagnia andando in scena. Ci è sembrato un bel modo di concludere lanno e poi lo spettacolo è in un certo senso natalizio.
Tommaso Amadio, co-direttore del Teatro dei Filodrammatici e interprete della nuova produzione del Filodrammatici, Love and Money appare soddisfatto del lavoro svolto sul testo crudo e attuale dellirlandese Dennis Kelly, per lo più sconosciuto in Italia, vincitore nel 2001 del BBC Talent New Comedy Best Sketch Award.
Lo incontriamo prima di andare in scena e ci concede un bel po di tempo in una delle eleganti stanze dellAccademia dei Filodrammatici. Affabile e disinvolto, risponde alle domande, citando i suoi maestri, dimostrando conoscenza e passione per il suo lavoro.
Lincontro con Dennis Kelly è nato per caso: con Bruno Fornasari siamo andati a Londra per vedere una messa in scena di un testo di Juan Mayorga lo scorso anno abbiamo debuttato con il suo Animali Notturni e ci siamo imbattuti in un lavoro di Kelly. La serata si è conclusa in un classico pub londinese e nella decisione di mettere in scena un suo testo, forte e soprattutto capace di piegarsi alla scena, focalizzato sulle relazioni tra le persone. Potenzialità che molto spesso la nuova drammaturgia italiana non possiede.
Naturalmente le affermazioni di Amadio aprono un delicato argomento: Nella maggior parte dei casi spiega Amadio i drammaturghi italiani sono tutti rubati alla letteratura e le opere risentono di questa impostazione. LAmleto, per dire, è un testo bellissimo e irrappresentabile sulle ribalte del teatro moderno: alla lettura è completo. Un testo contemporaneo invece lo scegli perché ne vedi le potenzialità nella rappresentazione scenica. Ecco perché la drammaturgia va creata e sostenuta, proposta ai più giovani nello stesso modo in cui gli si impone spesso la visione dei classici teatrali.
La chiacchierata con lattore si sposta presto sullinterpretazione dei testi contemporanei e sulle capacità delle giovani compagnie di mettere in scena un testo sconosciuto, senza avere dei predecessori a cui fare riferimento. Un argomento che prende il via dalle critiche mosse a Love and Money, una messa in scena sicuramente pulita, di ottima fattura e validità tecnica che il regista però non ha voluto sporcare in nessun modo, rendendola così poco empatica, per certi versi celebrale. Un lavoro, in collaborazione con il British Council, che si può ben dire inglese, in cui la realtà rappresentata è collocata in un contesto sociale e geografico differente, anche se sempre più simile, a quello italiano.
Prima impari una tecnica spiega Amadio - poi ci metti la personalità e infine arriva lo stile. Spesso i giovani registi italiani tentano di far emergere uno stile che non è in ogni caso visibile, che gli spettatori non vedono. Così si rischia di far soltanto confusione. Abbiamo deciso volutamente di non empatizzare troppo con il testo: il pubblico così si interroga su una realtà che gli appare comunque lontana, un meccanismo di metafora teatrale. Bruno poi mi sono trovato bene a lavorare, lui è molto inglese nel lavorare sul flusso di pensieri.
Love and Money si apre su una scenografia patinata e glamour, come uscita da una lussuosa vetrina del centro londinese (o anche milanese): In un simile contesto, freddo e finto come in una rivista di moda, retorico, falsificato, si muovono uomini e donne le cui vite sembrano svuotate di senso e riempite di cose, come se ad una scala di valori si fosse sostituito un listino prezzi: una condizione umana che Kelly racconta con ironia e immediatezza permettendo allo spettatore di passare alla risata alla riflessione.
Qualche perplessità sulla messa in scena certamente non manca e il Teatro dei Filodrammatici è ben disposto a correggere il tiro: Le critiche sono sempre ben accette e il confronto con il pubblico è fondamentale per la riuscita di uno spettacolo. Del resto si vede la bontà teatrale di uno spettacolo dalla ventesima replica in poi. Mi sono reso conto di quando sia importante il confronto con un progetto dentro il teatro in cui scuole e giovani potevano assistere alle prove degli spettacoli e consigliare e interagire con gli attori. Un lavoro che spesso è sottovalutato!
Ed è proprio sul lavoro registico che si concentra lattenzione di Amadio: la regia è fondamentale nelle messe in scena contemporanee. Mi piace molto Peter Brook, come riesce a dirigere i suoi attori. Non amo molto il cosiddetto teatro di denuncia. Ci sono opere straordinare a livello di costruzione drammaturgica.
Alla richiesta dei lavori teatrali che più lhanno colpito Amadio diventa pensieroso: Mi ha colpito molto vedere Kevin Spacey allOld Vic di Londra, teatro di cui è anche direttore artistico. Era in scena con giovani attori e non gigioneggiava, come nelle consuetudini italiane. E entrato in scena senza clamore. Ero spinto ad applaudire, come si fa in Italia. Mi hanno spiegato che è un gesto plateale non gradito. In effetti
Degli spettacoli visti "in casa" invece Amadio ricorda i brividi nellassistere al "La faccia nascosta della luna" di Robert Lepage e considerare coraggiosi i Babilonia Teatro di cui ha visto Pornobboy.
Un bel lavoro, e lopinione è condivisa, è poi quello di Luciano Colavero in 2(due) vincitore del festival Presenze al Filodrammatici.
Come le istituzioni possono favorire la fruizione delle offerte teatrali milanesi? "Mi auguro che un giorno tutto il teatro sia visibile sui muri della città, come succede all'estero". Aldilà naturalmente della singola e costosissime campagne di promozione.


