Sara Trecate - 11.12.2009
Un Alessandro Haber irresistibile è il motivo per cui vale la pena vedere questo spettacolo: per lui una performance maiuscola che lo vede padrone assoluto della scena. Nei panni del libertino Platonov, l'attore bolognese dà vita ad un personaggio dal doppio volto: insopportabile e intrigante allo stesso tempo, genuinamente antipatico, ma impossibile da odiare.
Emilia Romagna Teatro e Arena del Sole-Teatro stabile di Bologna hanno recuperato Platonov, un lavoro giovanile di Cechov e ne hanno affidato la direzione al regista Nanni Garella. Lo spettacolo, ora in tournée, si ferma a Milano dal 9 al 20 dicembre presso il Teatro Carcano.
Centrale nella vicenda è la noia esistenziale che affligge un assortito gruppo di persone, tutte destinate a condurre una grigia e volgare esistenza nella gelida campagna russa. Del resto, se le grandi aspirazioni della gioventù vanno in fumo, non resta che accontentarsi del misero piano B. Solo Platonov cerca di reagire in modo diverso: fa il ribelle, finge di non curarsi dei problemi (suoi o di chi gli sta vicino), cerca in ogni momento il proprio piacere e il proprio tornaconto. Ma non ha un progetto importante per la vita, anche lui sa di essere un perdente come gli altri e le contraddizioni del suo animo emergono nelle sue azioni: causa danni, poi domanda scusa, chiede aiuto a chi lo ha denunciato alla polizia, si fa odiare o amare a momenti alterni.
Ci si potrebbe divertire a ritrovare similitudini tra i personaggi di Platonov e quelli dei più famosi drammi cechoviani: per esempio il solo protagonista racchiude in sé la debolezza di Zio Vanja, il fascino di Trigorin e la sfacciataggine di Lopachin. Ma perché fermarsi a Cechov? Platonov risulta ancora più intensamente legato alla storia della drammaturgia se consideriamo che ha il libertinismo del Don Giovanni e l'inquietudine di Amleto (personaggi esplicitamente citati nell'opera).
Ora le note dolenti: il testo, seppur modernizzato e vivacizzato dalla traduzione di Garella, presenta ancora delle lungaggini fastidiose. Per di più i personaggi sono numerosi e la loro gestione in scena non è semplice. La meccanica entrata-uscita di due personaggi alla volta appesantisce molto lo spettacolo: tornano alla mente gli interminabili saluti che, a due a due, si scambiano gli innumerevoli personaggi nell'atto finale delle Tre sorelle.
Aiutato dalle grigie scene di Antonio Fiorentino, Garella per la sua regia si affida soprattutto alla costruzione di una generica atmosfera di squallore e fallimento, che manterrà dall'inizio alla fine. Per quanto pertinenti allo spirito del testo, il fondale di plastica scura e i tavoli/banchi di scuola altrettanto cupi stancano presto. Certo, Garella è colui che nel 1999, in occasione della messa in scena del Campiello, sostenne che in Italia: "lo spazio scenico viene riempito da ciò che non è essenziale. E' su questo che bisogna lavorare" e l'affermazione è condivisibile, ma non è buona cosa neanche eccedere nel senso opposto.
L'altro cardine su cui si basa la regia è certamente l'interpretazione degli attori. Purtroppo, escludendo il meraviglioso protagonista, in scena c'è tanta recitazione accademica, soprattutto da parte delle interpreti femminili.
Dal 9 al 20 dicembre 2009
PLATONOV
di A. Cechov
Versione italiana di Nanni Garella e Nina Tchechovskaja
Con Alessandro Haber, Susanna Marcomeni, Nanni Garella, Franco Sangermano
Scene di Antonio Fiorentino
Luci di Gigi Saccomandi
Costumi di Claudia Pernigottiv
Regia di Nanni Garella
Produzione Nuova Scena - Arena del Sole, ERT Fondazione
TEATRO CARCANO
Corso di Porta Romana 63
Metropolitana Linea 3: Crocetta
Autobus: 77 e 94 -
Tram: 16 e 24
ORARIO SPETTACOLI
Feriali: 20,30
Domenica: 15,00
Lunedì riposo
BIGLIETTI
Intero: € 34, € 25 -
Ridotto studenti: € 15, € 13
Ridotto over 65: €17, € 14