Fiammate culturali al Teatro Elfo

Maddalena Peluso - 11.12.2009 testo grande testo normale

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Tags: Teatro Elfo, Teatro Filodrammatici, Cristina Crippa, Libri da Ardere

Dopo aver debuttato lo scorso anno al Teatro dei Filodrammatici, va in scena al Teatro Elfo “Libri da ardere”, unico e potente testo teatrale dell’autrice belga Amélie Nothomb...

"Chi brucia i libri, presto o tardi arriverà a bruciare esseri umani.
Heinrich Heine

Un testo apparentemente “semplice” e una drammaturgia fondamentalmente “povera di eventi”. Ma capace di una forza narrativa ed emotiva non indifferenze, sapientemente messa in scena dalla potente recitazione dei tre protagonisti Elio De Capitani, Elena Russo Arman e Corrado Accordino.
Fino al 31 dicembre 2009, dopo aver debuttato lo scorso anno al Teatro dei Filodrammatici – codiretto proprio da Accordino – va in scena al Teatro Elfo “Libri da ardere”, dell’autrice Amélie Nothomb, figlia di diplomatici belga, nell’allestimento curato da Cristina Crippa.
Ad attendere il pubblico, secondo una consuetudine cara a apprezzata all’Elfo è una pallida e glaciale scenografia: due sedie, una stufa e una quantità smisurata di libri introducono gli spettatori nell’abitazione di un cinico e colto professore universitario di letteratura, ruolo che permette ad Elio De Capitani di “gigioneggiare” a suo piacere, in un’imprecisata città, forse dell’Est Europa.

In un ennesimo gelido inverno di guerra i protagonisti, rintanati nell’appartamento del professore, ridotti alla fame in una città, una volta fervida di vita culturale, totalmente distrutta dai bombardamenti, hanno compreso che “l’inferno è il freddo”.
Un freddo che, si sa, le donne percepiscono di più, soprattutto se magroline e fragili come la giovane iconoclastae ribelle Marina - personaggio che sembra pensato proprio per l’interpretazione dell’Arman – fidanzata da turno dell’idealista ma non troppo Daniel, assistente del professore, messo in scena da Corrado Accordino.
“I poveri quando hanno freddo fanno come i passeri: si fermano e si gonfiano, come per trovare calore all’interno”: e proprio quel freddo che entra nelle ossa e blocca qualsiasi attività celebrare è al centro della pièce, che per un’ora e quaranta vede i tre personaggi agitarsi, dimenarsi, urlare e farneticare nell’invano tentativo di riscaldare corpo e mente. Perché si arriva a un punto che nulla è più importante “niente ti fa né caldo né freddo, se non riesce a riscaldarti”.

Fin dall’inizio dunque, senza più legna, si paventa la possibilità di bruciare la rinomata e selezionata biblioteca del professore: e quello che all’inizio sembra un gioco un po’ intellettuale, un complicato “distinguo” tra buona e cattiva letteratura, tra titoli dei libri tutti inventati - “Un Kleinbettingen vale più di due Sterpenich” urla Marina - diventa ben presto un simbolico istinto di sopravvivenza, una spietata e drammatica fiammata in attesa di “andare a fare una passeggiata nella piazza coperta di neve” e diventare bersaglio dei barbari, come nel "Deserto dei Tartati", “ultima moda in fatto di suicidi”.

La recitazione è fin troppo passionale, in un ambiente straniente e mentale, e l'espediente di recitare anche le didascalie è un ulteriore prova della consapevolezza attorica degli interpreti.

Unico testo teatrale di Amèlie Nothomb “Les combustibles”, anche se non autobiografico nasconde in realtà tanti riferimenti alla vita dell’autrice: dall’anoressia adolescenziale, che le faceva patire il freddo come non mai, ai rapporti spesso conflittuali con l’ambiente universitario, che fa esclamare a Marina “La natura è ingiusta. Gli uomini hanno sempre sofferto il freddo meno delle donne. Grazie alla guerra ho capito che era questa la più grande differenza tra i sessi. Così, adesso, voi credete che io abbia perso l'amore per i libri. Io invece credo che non siete mai stati capaci di amarli veramente: li avete sempre visti come materia per le vostre dissertazioni, e quindi per la vostra carriera”.

Ed è proprio tra l’istinto di sopravvivere e l’amore per il possesso della cultura che si dibatte il testo della Nothomb, dove in realtà i luoghi fisici sono soltanto la trasposizioni dei luoghi della mente. La regia, precisa e sobria, di Cristina Crippa, mette in scena diligentemente il testo e nonostante in più di un’occasione la storia perda credibilità, proprio in quanto rappresentazione di un evento simbolico, strappa comunque l'applauso finale.


ELFO | 9 - 31 dicembre 2009
LIBRI DA ARDERE
di Amélie Nothomb © Editions Albin Michel
traduzione Alessandro Grilli
regia Cristina Crippa
con Elio De Capitani, Elena Russo Arman, Corrado Accordino
luci di Nando Frigerio
suono di Jean-Christophe Potvin
produzione Teatridithalia/Asti Teatro
E' valido l'abbonamento Invito a Teatro - tagliando Elfo Martedì-sabato ore 20.45, domenica ore 16. Riposo il lunedì e il 24 e 25 dicembre.
Replica per le scuole: venerdì 18 dicembre ore 11
In tournée dal 2 dicembre 2009 al 24 gennaio 2010


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