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Teatro classico









[Teatro classico] Al Teatro Libero una bionda Locandiera pop targata d'Elia

Stefano Vanelli - 06.12.2009

Strabiliante e coinvolgente, originale e del tutto rinnovato, colorato e ritmico. Corrado d'Elia allestisce nel piccolo (ma dotato di grandi idee) Teatro Libero una versione post-moderna della celebre Locandiera, opera goldoniana già degna di un inchino per la fama che la precede ed ora resa ancora una volta più bella dalle idee con cui viene arricchita dal giovane regista.
Vedere lo spettacolo equivale a rimanere sconvolti dalla concretezza di un testo scritto a metà Settecento, il quale, inserito in una cornice scrostata dai vecchi stereotipi manieristi che per due secoli hanno intaccato le messe in scena del grande riformatore teatrale, ne amplia il respiro ed il messaggio.

La locandiera, uno degli spettacoli più attesi della stagione, è in scena al Teatro Libero dal 2 al 31 dicembre (con una interessante proposta per la sera di San Silvestro), frutto di un laborioso adattamento registico a cura di Corrado d'Elia e messo in piedi con la Compagnia Teatri Possibili.
Le vicende sono note a tutti: Mirandolina, instancabile ed astuta manager della propria locanda, viene costantemente corteggiata dai più disparati tra i suoi ospiti ma non cede a nessuno, prendendosi gioco anzi di chi resiste al suo fascino. Alla fine, a dispetto di tutti, sceglierà Fabrizio, il fidato cameriere.

Le novità introdotte da d'Elia sono molteplici. Tanto per cominciare, l'assetto generale dello spettacolo.
Niente merletti e mantelli neri, nessun locale triste o umile da vecchia taverna, cui tutti i registi (compreso, nella propria genialità, Luchino Visconti) ci avevano abituato. Niente maniera insomma, almeno non nella sua classica concezione. Perché se di manierismo si tratta, l'operazione effettuata avviene su di un piano totalmente altro rispetto al nostro: i personaggi hanno comportamenti umani, ma non vivono in un mondo reale, bensì in un contesto luccicante e fiabesco, fatto di plastica, artificiale e dichiaratamente finto, così come lo erano le scene del teatro del Settecento, secolo dell'allegria e della comicità, della grande musica, dell'immaginazione, della "forma che dava significato alle cose".
Le scene, ideate dal regista, sono dominate da un rosa acceso che investe anche i personaggi. Mobilio e suppellettili sanno di moderno e di nuovo, luccicante, ben lontani da una taverna e molto più vicini ad un motel. Finestre e porte sono finte, non vengono usate dagli attori, come in una casa giocattolo per bambini. Il disegno luci non può che essere da parte propria molto teatrale e per niente realistico. Alcuni stratagemmi scenici, come i diversi flash in testa e in coda allo spettacolo, che mostrano vicende avvenute e a venire, sono di chiara e indovinata derivazione cinematografica. A corona di tutto, una melodia pop su cui scorrono le vicende, e persino la comparsa di un Cubo di Rubik.

I personaggi che frequentano la locanda rappresentano gli estremi dell'alta società del tempo, e tutti in questo adattamento vengono investiti da trasformazioni estetiche e comportamentali che li tramutano in moderni benestanti alla ricerca di facili avventure: il Marchese di Forlipopoli (un aristocratico decaduto), convinto che basti il suo titolo per conquistare il cuore di Mirandolina; il Conte d'Albafiorita (un nuovo ricco che ha acquisito il titolo nobiliare), che crede di poter usare a tal fine l'arma del denaro; il Cavaliere di Ripafratta, misogino e altezzoso, che è sicuro di poter resistere all'attrazione per la locandiera, cui finirà però per arrendersi.

Colei sulla quale si concentra maggiormente l'attenzione è naturalmente Mirandolina. Nel nuovo contesto creato da d'Elia, non può che prendere una forma conturbante e sinuosa, affascinante ed ironica. Vestita di un succinto abito rosa, ventre scoperto, caschetto biondo e moderno, la Mirandolina interpretata dalla sprizzante Monica Faggiani diviene da un lato simbolo e modello estremo e ancor più sensuale di femminilità, dall'altro donna manager, astuta calcolatrice, donna d'affari e seducente amministratrice. Con abile gioco dirige le mosse dei propri clienti, salvo poi perdere la propria libertà, in nome della possibilità di scegliere essa stessa il suo destino (e, nel caso, il suo futuro marito). Il gioco della seduzione e la sensualità sono in effetti i topics più palesi all'interno dell'opera, così come lo erano già per giunta nel teso originale, per niente scevro da esplicite dichiarazioni sessuali da parte degli avventori. Qui, i giochetti più divertenti sono il classico inseguimento sulla poltrona tra Mirandolina e il Cavaliere; l'uso insistentemente doppio sensista di termini come "salsetta" o "intingoletto", o della più esplicita espressione "queste mani san far delle cose belle"; un paio di posizioni alla Sharon Stone, che valgono più di mille parole.

Da molto tempo Corrado d'Elia, dopo molta sperimentazione, desiderava tornare a lavorare su Carlo Goldoni, con un'opera che segna un lieto ritorno dagli ultimi lavori - in cui la parola veniva spesso frammentata e suggestionata dalla musica e dalle immagini - a un teatro di parola, comico, ricco di energia, emozioni e soprattutto ritmo, di atmosfere e scambi vivaci, di cui grazie ad un personalissimo ed incisivo punto di vista è talentuoso costruttore. E a dimostrarlo non solo il recente riconoscimento a Palermo del Premio internazionale Luigi Pirandello 2009, ma soprattutto una sala che, seppur piccola e posta sul tetto di un condominio in zona Porta Genova, in undici anni di vita è divenuta uno dei più frequentati ed amati salotti teatrali di Milano.



Dal 2 al 31 dicembre 2009
LA LOCANDIERA
di Carlo Goldoni
Regia e adattamento, Corrado d'Elia
Compagnia Teatri Possibili

TEATRO LIBERO
Via Savona, 10 - Milano
MM2 fermate S. Agostino/Porta Genova
Tram 2/14/29/30
Bus 47/59/74

ORARI
Dal lunedì al sabato: ore 21.00
Domenica: ore 16.00
(Domenica 27 dicembre: ore 21.00)
Riposo nei giorni 8 - 15 - 24 - 25 - 26 dicembre
Speciale Capodanno: previste due repliche alle ore 20 e alle ore 22.30 con brindisi e buffet con gli attori

INFO E PRENOTAZIONI
Tel: 02.83.23.126 - biglietteria@teatrolibero.it

BIGLIETTI
Intero: Euro 20
Ridotto under 26: Euro 16
Ridotto Over 60 e allievi TP (con carta TP CLUB): Euro 12
TP Card (solo per la prima e la seconda replica, tutte le serate allievi ove programmate): Euro 2
Ridotto per portatori di handicap: Euro 16 (accompagnatore Euro 2)

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