Se Italiani si nasce, loro lo nacquero: Maurizio Micheli e Tullio Solenghi al Teatro Nuovo
Giovanni Bertuccio - 03.12.2009

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Marinetti dedicò un manifesto al teatro di Varietà che considerava ...assolutamente pratico, perché si propone di distrarre e divertire il pubblico con degli effetti di comicità, di eccitazione erotica o di stupore immaginativo. (Cutugno, regista)
Con uno spettacolo che intende festeggiare i 150 anni della nascita dello Stato Italiano il Nuovo Teatro propone fino al 13 dicembre 'Italiani si nasce e noi lo nacquimo' con Micheli e Solenghi al centro e come comprimari Sandra Cavallini, Gualtiero Giorgini, Adriano Giraldi, Fulvia Lorenzetti, Matteo Micheli, Luca Romani; con la regia di Marco Cotugno.
Lo spettacolo nasce come proposta dei due amici protagonisti al regista Cotugno, il quale affascinato intende porre lo spettacolo a metà strada fra le cosidette riviste 'classiche' e le riviste d'autore.
Posto come il "varietà del terzo millennio" la rappresentazione si esegue in due atti: uno più marcatamente gioviale, l'altro, come dice lo stesso regista, più 'molesto'.
Al centro di una piazza, il non-luogo o tutte le piazze, sono posti le statue di Vittorio Emanuele e Giuseppe Garibaldi, emblemi del 'Nuovo' Stato, vigilano sull'odierna Italia. Che da 'Giovine', ahi noi, è diventata anziana senza cambiare nelle fondamenta.
E come se il Varietà, modo cristallizato della messa in scena tutto italiano, nato proprio in conseguenza dei 'caffè chantant', fosse, nell'attimo in cui viene rappresentato, il miglior mezzo espressivo per raccontare divertendo quello che al popolo italiano è mancato, e probabilmente manca, per divenire "italini".
Non a caso il varietà gioca, mascherandosi, il suo successo sulle risate scatenate dai luoghi comuni, da immagini che posso essere immediatamente riconosciute e quindi banali: tradimenti, sesso, omosessualità, ignoranza giovanile insomma tutto quel repertorio che rese celebre il sabato sera del Bagaglino.
Certo è che sul palco figurano bravissimi attori: si balla con musiche tutte "italine", ad ogni personaggio si combina un abito diverso, un registro vocale diverso.
Da Adamo ed Eva, in un percorso a ritroso, si è arrivati ai giorni nostri, i giorni in cui le statue dei 'fondatori' si umanizzano e prendono coscienza di quella che è la loro Italia.
Il problema si pone dunque con il varietà, nato proprio, possiamo dire, in concomitanza al nuovo stato, parla ancora quel linguaggio e si riferisce ancora a quel tipo di pubblico. La società si è complicata rendendo complesso anche il "modo della denuncia" nel fare teatro. Consapevolezza, questa, cara al regista qundo afferma "il teatro comico è sempre stato poco considerato dagli intellettuali e lo stesso Totò se ne crucciava. Mi piace dedicare proprio a lui questo spettacolo e pensare che il principe De Curtis qualche sera possa sbirciare tra le nostre quinte per farsi due sane risate assieme a Voi".
Se il Varietà con grande finzione pone la leggerezza al centro, n è forse perchè è dall'estreno che questa leggera banalità proviene?
Lo spettacolo andrà in scena fino al 13 Dicembre 2009
Ad eccezione di lunedì 7 Dicembre 2009)
i biglietti, sono già in vendita presso il circuito Ticketone.

