I Tradimenti di Harold Pinter al Franco Parenti

Silvia Pizzi - 26.11.2009 testo grande testo normale

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Tags: tradimenti, harold pinter, andrea renzi, nicoletta braschi

Una storia strutturata sul trucco della memoria, che comincia dall'ultimo istante e si riavvolge all'indietro: Tradimenti al Franco Parenti...

Al Teatro Franco Parenti la Fondazione del Teatro Stabile di Torino porta in scena “Tradimenti”, una delle opere più conosciute ed amate di Harold Pinter, il celebre drammaturgo inglese recentemente scomparso.

Il racconto di un ménage à trois, che si apre con l'appuntamento tra due ex amanti, mentre in un pub ricordano momenti della loro relazione ormai conclusa da anni, e che a ritroso ripercorre un intero decennio, concludendosi con il bacio che diede inizio a tutto.

Tre protagonisti: Emma (Nicoletta Braschi), che tradisce il marito Robert (Tony Laudadio), che ha a sua volta, si scoprirà poi, tradito Emma con altre donne. L'amante di lei è Jerry (Enrico Iannello), anche lui già sposato, nonché migliore amico di Robert.
Un intreccio piuttosto semplice, ma strutturato in un impianto drammaturgico che non è solo frutto di un espediente stilistico fine a se stesso, ma è sapientemente costruito secondo il “meccanismo della memoria”:
“È solo il trucco della memoria. La memoria è così. Comincia dall'ultimo istante e si riavvolge all'indietro. Solo che sopra c'è la testa o il cervello o la logica o l'abitudine a pensare. Mettendo tutto alla rovescia, in Tradimenti, io ho preso la memoria alla lettera, la memoria senza la logica, che è una macchina stupida, come tutte le macchine”.

Da questa analisi sulla struttura drammaturgica deriva l'idea, estremamente suggestiva, del regista Andrea Renzi, di impostare anche la scenografia come una ricostruzione “fotografica” dei luoghi: “la foto trattiene un frammento di memoria, una scheggia di realtà che tradisce una realtà più ampia, evocata e irraggiungibile”.
In scena, quindi, due grossi pannelli che fungono da sfondo e da quinte, serviranno per proiettare immagini che via via contestualizzano la scena: tavolini di tutti i colori per il pub, scaffali di una libreria per ricreare lo studio di un'abitazione, prati e fronde per l'esterno, e così via.

Si afferma, perciò, che “Tradimenti” non sia né una commedia sull'ipocrisia dei rapporti borghesi, né una commedia sull'amore, ma che parli dell'amore (e del tradimento, per Pinter naturale ed inevitabile inconveniente di ogni relazione amorosa) per parlare d'altro: Emma, Jerry e Robert ricorrerebbero alla memoria per cercare di recuperare ciò che è accaduto in un passato che, paradossalmente, è più concreto e definito del presente.
Il condizionale è d'obbligo quando si parla di Pinter, e non solo perché da quando è scomparso pare non si possa più dire o fare nulla su di lui senza scatenare polemiche, ma essenzialmente perché ogni sua opera è un meraviglioso enigma a cui non c'è soluzione. Ogni frase si presta ad una tale quantità di interpretazioni che è davvero difficile affermare che ce ne sia una giusta.

E in questa rappresentazione la volontà sembra proprio quella di riportare il più fedelmente possibile le parole di Pinter, quasi in maniera neutra, quasi a non volerle “intaccare” con delle etichette aggiunte a posteriori.
Apprezzabile l'intento (sempre che l'intento fosse questo), ma un po' meno il risultato: scambi di battute che si prestano a doppi, tripli, quadrupli sensi, offrendo agli attori infinite possibilità interpretative e continui cambi a livello emotivo e recitativo, rese però più o meno tutte con la stessa intenzione, finendo inevitabilmente per “appiattire” il ritmo e rendere anche il testo un po' meno godibile. E spesso anche le pause ed i silenzi, preziosi strumenti di quel famoso gioco del “non detto” con cui Pinter fa spesso parlare i suoi personaggi senza bisogno di altro, vengono a mancare.

Un lavoro che va alla ricerca di un “distacco” dal sé degli attori, per avvicinarsi il più possibile alla “verità” del testo e che probabilmente, assumendosi il rischio di allontanarsi un po' dall'ortodosso, sarebbe potuto andare un po' più vicino al pubblico. Giusto o sbagliato che sia.

TRADIMENTI
di Harold Pinter
regia: Andrea Renzi
con: Nicoletta Braschi, Tony Laudadio, Enrico Iannello
Scene e costumi: Lino Fiorito
Luci: Pasquale Mari
Suono: Daghi Rondanini
Produzione: Fondazione Teatro Stabile di Torino

TEATRO FRANCO PARENTI
Dal 23 al 29 novembre
feriali ore 21.00
festivi ore 16.30
Via Pier Lombardo, 14 - 20135 Milano
Tram 16, 29, 30
Autobus 62, 77
MM3 (Fermata Porta Romana)
Fermata RadioTaxiATM - Via Pier Lombardo 14

BIGLIETTI
Intero: € 32.00
Ridotto under 25: € 22.00
Ridotto over 60: € 16.00
Ridotto under 18: € 10.00
INFO E PRENOTAZIONI
02/59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it
info@teatrofrancoparenti.it


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