Il Pinocchio cupo del Teatro del Carretto
Sara Trecate - 20.11.2009

Tags: pinocchio, teatro del carretto, maria grazia cipriani, crt
Al Crt dal 16 al 29 novembre, Pinocchio del Teatro del Carretto, rilettura pessimistica e grottesca del capolavoro di Carlo Collodi.

Un Pinocchio vestito di stracci, ingabbiato all'interno di una scenografia nera e logora. Questa, nell'interpretazione del Teatro del Carretto, la crudele vita a cui è destinato il burattino più famoso al mondo: imprigionato dagli eventi, vittima della sua ingenuità, non esiste nessuna via d'uscita per lui, costretto a ripetere continuamente gli stessi errori. Se la lettura del testo già propone quest'idea, a teatro la stessa è rafforzata da un originale impianto scenografico (creato da Graziano Gregori, premio ETI per la miglior scenografia 2009): una parete nera semicircolare che delimita e restringe l'area d'azione di Pinocchio. Un fondale che si può inoltre trasformare in qualsiasi ambiente della storia grazie alla sua versatilità e alle infinite porte e aperture più piccole di cui è cosparso. Tutte aperture verso l'interno, da cui Pinocchio non può uscire, ma da cui entrano, minacciosi e inquietanti, i personaggi che incontra lungo la sua strada.
La particolare forma della struttura rimanda anche ad una mezza pista da circo, in cui Pinocchio deve esibirsi, agli ordini e al servizio dei suoi numerosi sfruttatori. Sembra che questo sia l'unico ruolo adatto a lui. I continui riferimenti a vari generi teatrali, dal circo al melodramma, suggeriscono di leggere l'intera vita di Pinocchio come un grande spettacolo. Da quando Geppetto dice: Ho pensato di fabbricarmi un bel burattino di legno
Il burattino deve ballare, tirare di scherma e fare i salti mortali, la sua creatura è destinata al teatro e ad agire in un mondo in cui tutti quelli che incontra sono attori in maschera. Anche Pinocchio ha la sua (il naso lungo posticcio) e solo quando diventerà un bimbo vero riuscirà a togliersela e a fuggire dal mondo teatrale per dirigersi verso il mondo reale.
Tutti i protagonisti di questo Pinocchio, in scena al Crt dal 16 al 29 novembre, si sono concentrati sul lavoro mimico/gestuale e vocale che ha portato a sperimentare numerose possibilità differenti.
Parte impegnativa è quella assegnata a Giandomenico Cupaiuolo, un bizzarro Pinocchio con tic nervosi, confuso e curioso, affascinato da tutto ciò che per lui è nuovo. Un vero burattino nei movimenti del corpo e nelle espressioni del viso. Scoordinato e piegato su se stesso finchè, tolta la maschera (in un finale che è apparso tronco e affrettato) riesce ed ergersi in piedi e a dirigersi verso una vita da ragazzo vero.
Al suo fianco una compagnia affiatata tra cui segnaliamo Elsa Bossi, una fatina dalle tante sfaccettature (comprese quelle della fata birichina e poco simpatica) e Giacomo Pecchia e Giacomo Vezzani, il Gatto e la Volpe protagonisti di una scena mimica in cui risultano più animali che umani.
Maria Grazia Cipriani ha curato una bella regia, complessa nei movimenti di entrata e uscita, che soffre un po' di meccanicità a causa della brevità dei singoli episodi e dei bruschi cambiamenti di scena, ma che porta in sé una lettura interessante e coerente.
Dal 16 al 29 novembre 2009
Teatro del Carretto
PINOCCHIO
da Carlo Collodi
adattamento e regia Maria Grazia Cipriani
con Giandomenico Cupaiuolo, Elsa Bossi, Giacomo Pecchia, Giacomo Vezzani, Elena Nenè Barini,
Nicolò Belliti, Jonathan Bertolai, Carlo Gambaro
scene e costumi Graziano Gregori
suono Hubert Westkemper
luci Angelo Linzalata
CRT Teatro dell'Arte
Viale Alemagna 6 - 20121 Milano
MM 1-2 Cadorna
bus 61/57/94 - tram 27/19/1
SPETTACOLI
mar-mer-gio: h 20.45
ven: h 21.30
sab: h 19.30
dom: h 16
BIGLIETTI
Intero 18
Ridotto giovani max 25 anni 12
Ridotto convenzionati 15
Ridotto anziani oltre 60 anni 9
Tel. biglietteria 0289011644
email: promozione@teatrocrt.it




