Renzo e Lucia negli anni quaranta con Quelli di Grock

Maddalena Peluso - 16.04.2008 testo grande testo normale

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Tags: quelli di grock, renzo e lucia, teatro leonardo, milano

"Non è una parodia, nè una riduzione scolastico -teatrale. È uno spettacolo in stile Grock, con una scenografia importante e abiti che strizzano l'occhio al 600 e agli anni 40".
Dal 4 al 20 aprile ritorna al teatro Leonardo di Milano lo spettacolo Renzo e Lucia questo matrimonio non s'ha da fare, scritto e diretto da Valeria Cavalli.

"Non è una parodia, nè una riduzione scolastico -teatrale. È uno spettacolo in stile Grock, con una scenografia importante e abiti che strizzano l'occhio al 600 e agli anni 40".
Dal 4 al 20 aprile ritorna al teatro Leonardo di Milano lo spettacolo Renzo e Lucia questo matrimonio non s'ha da fare, scritto e diretto da Valeria Cavalli.
Una rielaborazione non letteraria del primo e più grande romanzo italiano, patriottico e corale, carico di spirito ribelle, fede profonda e intima: I promessi sposi di Alessandro Manzoni.
Certamente un’opera complessa da "rielaborare" che Quelli di Grock risolvono come il "viaggio iniziatico Renzo e Lucia in una megalopoli tentacolare dominata dal male, sconvolta dalla guerra e da una dittatura orwelliana".
Gli intenti, nella messa in scena, si perdono un po' e i due protagonisti finiscono per essere piccolo borghesi usciti da un fotoromanzo, soppressi dal potere e incapaci di ribellarsi.
Una visione in fondo non tanto diversa da quella dello stesso Manzoni che utilizza il matrimonio mancato come pretesto per illustrare le sorti italiane durante l'occupazione spagnola.
La figura di fra Cristoforo e il suo "spirto" di "pio guerriero" si trasforma sul palco del teatro Leonardo nel "professore", versione laica dalle idee di rivoluzione a tratti stantie e demagogiche.
"Per il nostro Renzo e Lucia – scrive Valeria Cavalli – abbiamo lavorato su un numero ristretto di personaggi per snellire, ma soprattutto per incidere nella storia con un pensiero originale. Abbiamo così riscritto battuta dopo battuta un testo che contenesse anche nelle parole il carattere di ogni personaggio. Trattare il tema religioso nel breve arco di uno spettacolo non solo ci sembrava riduttivo ma persino superficiale, abbiamo perciò voluto più ampiamente riferirci a una pietas, a un'etica profonda che appartiene non solo a chi è credente ma anche a chi ha un'alta moralità laica. Abbiamo perciò sottolineato questo afflato spirituale e intellettuale che porta l'uomo a essere, sia esso religioso o no, grande e forte".
La forza del testo manzoniano si fonda proprio sulla partenza da una banalissima storia da romanzo d'appendice, ingegnoso trovata per dare verosimiglianza alla storia raccontata sullo sfondo di un'Italia sofferente, vittima, come Lucia, di oppressioni, ingiustizie e ultima, della peste.
Nella rielaborazione teatrale, in atmosfere dark e futurista, Don Rodrigo e il Conte Attilio sono i mercenari del Regime dell'Innominato, votati a rovinare i preparativi delle nozze dei due innamorati. Tra reti e scale metalliche, i due tentano la fuga, incappando nella peste che qui diventa un virus misterioso e invincibile.
La compagnia teatrale spiega: "La nostra scelta fa risaltare ancora di più l'attualità e l'universalità del romanzo del Manzoni e crediamo possa essere interessante per il pubblico vedere che la vicenda, pur decontestualizzata, mantiene integra la sua forza e mette in luce la modernità delle opere del passato".
La prova d'attore e la dinamicità teatrale, naturalmente, è più che buona. Plauso a parte merita sicuramente l'interpretazione di Don Rodrigo, credibile nonostante l'esagerazione malvagia. Belle e ricercate le musiche originali di Gipo Gurrado, capaci come sempre di immergere gli spettatori nello spirito della compagnia.
Spiega Ugo Ronfani ne "Il giorno": Lucia, interpretata da una fresca e bella Debora Virello, è una "smagata ragazza tusà che fuma e resiste alle avances di un Don Rodrigo, Renzo è un innamorato caliente, geloso e tendenzialmente sovversivo. L'Innominato è una claudicante Sua Eccellenza ai vertici del potere occulto; la Monaca di Monza è la Signora, l'Azzeccagarbugli un querulo, gorgheggiante avvocato da processo Previti".
Al pubblico manca un po' la coralità e la carica sovversiva manzoniana ma le trovate sceniche riescono ad intrattenerlo abbastanza da non pensare all'imponenza manzoniano e perdonarli per la furbastra rielaborazione, come si fa con un gruppo di scolaretti tanto creativi…


Leonardo, dal 4 al 20 aprile 2008
Quelli Grock
Renzo e Lucia
questo matrimonio non s’ha da fare
da I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni
di Valeria Cavalli
regia di Valeria Cavalli e Claudio Intropido
con Giulia Bacchetta, Andrea Battistella Antonio Brugnano, Pietro De Pascalis Luca Gatti, Marco Oliva, Maurizio Salvalalio, Debora Virello, Max Zatta musiche originali di Gipo Gurrado
scene e luci di Claudio Intropido
produzione Quelli di Grock


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