L'umanità del dubbio: Il vangelo secondo Pilato al Parenti

Maddalena Peluso - 05.11.2009 testo grande testo normale

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Tags: Teatro Franco Parenti, Glauco Mauri, Eric-Emmanuel Schmitt, caso Gesù

Il "Caso Gesù" e l'inchiesta sulla scomparsa delle sue spoglie: al Franco Parenti va in scena Il Vangelo secondo Pilato, versione teatrale dell’opera di Eric-Emmanuel Schmitt...

Nessuna verità sul "caso Gesù" ma la capacità di penetrare nei più umani conflitti dell'anima.

Non capita spesso oggi di assistere ad un'opera corale con un solo attore in scena, ad un lungo monologo che appassioni il pubblico quasi fosse un bambino alla sua prima favola.
"Il Vangelo secondo Pilato", versione teatrale dell’opera di Eric-Emmanuel Schmitt in scena al Teatro Franco Parenti fino all'otto novembre stupisce per la visione così soggettiva, eppure così credibile e umana, dell’ultimo giorno del Cristo e dell’inchiesta che Ponzio Pilato condusse sulla scomparsa delle sue spoglie.

"Se ho intitolato questi due testi "I miei vangeli" – spiega Schmitt, già autore di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano e Milarepa – è per sottolineare che non contengono nessuna verità, né storica né teologica, solamente la mia visione molto soggettiva delle cose… In fondo tutti noi , nei quadri, nella musica, negli spettacoli o nei film, riorganizziamo gli eventi, sottolineando una cosa e omettendone un’altra. Abbiamo tutti, credenti e non, costruito un nostro quinto vangelo…"

Glauco Mauri, nei panni di un Cristo tormentano, nel prologo e antefatto "La notte degli ulivi – ovvero Confessione di un condannato a morte la sera del suo arresto" riesce, con una recitazione accorata e ricca di pathos, a dare allo spettatore la sensazione di girare le pagine del libro, mettendo in scena, un confuso Gesù che a 30 anni ancora non ha chiaro il suo destino, che “scommette di credere in sé stesso”, in quell’"essere in me che non sono io, ma che non mi è straniero", nel “tutto sconosciuto da cui parte ogni conoscenza, un’immensità incomprensibile che rende possibile ogni comprensione”.

Non si professa mai “figlio di Dio” ma comprende fin troppo presto che la gente è più interessata alla spettacolarità dei miracoli che alla ricerca della verità e constata “la fatica di dire qualcosa che nessuno vuole sentire, la fatica di parlare ai sordi, la fatica di creare dei sordi parlando”.

Con un opportuno cambio di voce, come la vecchia scuola del teatro insegna, Glauco Mauri da voce a Maria, Erode, l’adultera, il rabbino, Giuseppe, Giuda: i personaggi prendono vita nel volto e nelle parole del grande attore – che il Franco Parenti celebra con la rassegna I ragazzi terribili – accompagnati da gesti ragionati, attuati con calma e flemme.

Nonostante la complessità e la sacralità, letteralmente parlando, del tema trattato Mauri riesce ad evitare quegli imbarazzanti e spesso mal compresi silenzi teatrali, atti a sottolineare la serietà recitativa

Non è da meno Roberto Sturno, contenuto nella recitazione nervosa, volutamente fredda e conflittuale così come il pensiero del suo personaggio, un Ponzio Pilato razionalista e manicheo, che ricorda la rilettura proposta da Jesus Christ Superstar, offuscato dalla presunzione di comprendere i confini tra Bene e Male e che arriva a rimpicciolirsi sulla scena fino a chiudersi in un mantello da mendicante.

La scenografica è scarna ma evocativa: una candela e un libro per Gesù, seduto su una banca, tutta la scena avvolta in un niveo drappeggio che sembra quasi sabbia desertica.

Al contrario lucidi lastroni marmorei (ottimo l’effetto) in cui staccano i drappi rossi, a tratti purperei per effetto delle luci, nella scena di Ponzio Pilato, con uno scrittoio in legno con sottobanco e pergamene che Marco Blanchi tiene sempre in precario equilibrio, quasi simbolo della fallacità della giustizia.

«Mi lamento spesso con Claudia - confessa Pilato nel finale -: prima ero un romano che sapeva; ora sono un romano che dubita. E mia moglie ride e batte le mani come se facessi per lei un numero da giocoliere. "Dubitare e credere sono la stessa cosa, Pilato. Solo l'indifferenza è atea".»

IL VANGELO SECONDO PILATO
con Glauco Mauri, Roberto Sturno e Marco Blanchi
di Eric-Emmanuel Schmitt
adattamento e regia di Glauco Mauri
Produzione Compagnia Mauri – Sturno
Progetto Ragazzi Terribili


Teatro Franco Parenti – Via Pier Lombardo, 14 Milano
Sala Grande
Orari spettacolo dal martedì al sabato ore 21; domenica ore 16,30 durata 1h50’
Orari biglietteria: dal lunedì al sabato dalle 10.00
alle 19.00 – domenica dalle 10.00 alle 12.30
Prenotazioni allo 02.59995206 – www.teatrofrancoparenti.it



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