Ritorna la triste storia di Max Gericke

Sara Trecate - 14.10.2009 testo grande testo normale

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Tags: max gericke, piccolo, walter, le moli

Al Piccolo dal 9 al 13 ottobre viene riproposto Max Gericke, spettacolo di Walter Le Moli, interpretato da Elisabetta Pozzi.

Il debutto risale al 1990, in quell'anno Walter Le Moli allestisce per la prima volta Max Gericke, affidando la difficile interpretazione a Elisabetta Pozzi. Il Piccolo Teatro ospita dal 9 al 13 ottobre la ripresa di quello spettacolo (operazione sempre gradita dagli appassionati di teatro che hanno poche possibilità di recuperare vecchi allestimenti) che ebbe tanto successo allora.

Il testo di partenza è un monologo di grande complessità, che l'autore Manfred Karge sottotitola: "una favola tedesca disgraziata in 26 monologhi in prosa rimata con o senza rima". La trama è riassumibile in poche parole, ma è poi sbriciolata e sparsa all'interno di una struttura drammaturgica eterogenea. Elisabetta Pozzi è Ella Gericke, donna che nei difficili anni successivi alla Grande Guerra in Germania, prende la decisione di sostituirsi al marito Max, morto di cancro, per non perdere il suo stipendio da gruista. Travestendosi da uomo e vivendo in tutto e per tutto la vita del coniuge defunto, Ella abbandona gradualmente la propria femminilità e tenta di adattarsi ad un mondo maschile che si rivela poco gradevole.
Cercando di avvicinarsi al realismo, la narrazione non procede in modo lineare ma segue i pensieri sparsi di un ormai anziano Max che, solo nel suo squallido appartamento, si lascia andare ai ricordi, mischiando presente e passato, storia personale e cronache di una Germania nazista, non tralasciando intermezzi di scarsa rilevanza.
Ad un primo ascolto è difficoltoso ricomporre il quadro, seguire una trama tra tutte quelle parole, talvolta si sente la necessità di un maggiore approfondimento, ma l'operazione drammaturgica non appare affatto banale.

Si può perdere il filo, ma la noia non sopraggiungerà. L'elegante regia di Walter Le Moli è bella da guardare dall'inizio alla fine. Sembra impossibile dato che la scena si riduce ad una piccola piattaforma rialzata con una poltrona, un tavolino ed un mobile che sorregge la tv. Eppure in questo spazio ristretto in cui i movimenti sono limitati il regista ha previsto con accuratezza tante minime variazioni nei gesti, nella camminata, nell'illuminazione. Le azioni si ripetono, ma osservando bene si noterà che ogni volta sono diverse, per intenzione, per modalità di svolgimento o per finalità.
Il merito va condiviso con l'attrice che, se nella modulazione della voce sembra un po' fuori parte (suona molto più giovane di quanto dovrebbe essere), grazie all'interpretazione mimico-gestuale dà vita ad un sessantenne molto credibile. Tanto che risulta emozionante la scena più fisica, ovvero il progressivo ritorno di Ella in panni femminili, spaventata ed incerta nel riappropriarsi di un corpo che per tanti anni non è stato più il suo.


Dal 9 al 13 ottobre 2009
MAX GERICKE
di Manfred Karge
con Elisabetta Pozzi
traduzione e messa in scena Walter Le Moli
costumi Susanna Montecolli
scene Tiziano Santi
luci Claudio Coloretti
trucco Cinzia Costantino
produzione Fondazione Teatro Due



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