Un maestro-teppista entra nella BabyGang...

Maddalena Peluso - 09.10.2009 testo grande testo normale

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Tags: Paolo Rossi, Compagnia BabyGang, Teatro Scar, Carolina De la Calle Casanova

Fino al 25 ottobre la Compagnia BabyGang da spettacolo al Teatro Oscar con "D'ora in poi" e con un protagonista d'eccezione: Paolo Rossi, maestro e mecenate...

E' impensabile che in Italia un attore "di successo" (ma non soltanto un attore, il discorso è applicabile in ogni campo) possa decidere di affiancare "pubblicamente" una compagnia esordiente, di mettersi al servizio di una giovane regista e confrontarsi con una generazione che, al contrario di lui, fatica non poco a riempire un teatro con uno spettacolo di qualità, intelligente, ben orchestrato.

Deve averla pensata così anche l'agenzia di Paolo Rossi che nei giorni scorsi ha diffidato la Compagnia BabyGang dal debuttare al Teatro Oscar con "D'ora in poi, come sarebbe se fosse diverso?", spettacolo scritto e diretto da Carolina De La Calle Casanova, ispirato alla drammaturgia dello spagnolo Juan Ramòn del Valle - Inclàn.

Naturalmente l'unica ragione che rende comprensibile un gesto di interessamento al lavoro di una giovane donna da parte di un uomo di successo è quello di prenderla come "escort", parola oggi tanto in voga e su cui la stessa Carolina ironizza.
Per di più è da oltre un anno che lo spettacolo gira nei circuiti teatrali non soltanto lombardi (vincendo anche il primo premio al concorso Nuove Sensibilità, organizzato dal Nuovo Teatro Nuovo di Napoli) senza però catalizzare l'attenzione sulla "guest star" Paolo Rossi(mai annunciata in cartellone).

Questa volta in tanti andranno al Teatro Oscar unicamente per la presenza del comico.
Ma si accorgeranno che in realtà lo spettacolo lo fa la Compagnia BabyGang: Paolo Rossi, da straordinario mattatore e mecenate, non fa altro che lasciarsi trascinare affascinato dall'entusiasmo e dall'energia teatrale che gli gira intorno, tra palloncini, bicchieri colmi di vino, paillettes da avanspettacolo, trucchi e luci da operetta, battute sagaci, coup de théâtre, scenografie povere - ma assolutamente non scarne - mobili e perfettamente funzionali (suggestiva la claustrofobica scatola rossa da cui esce un dinoccolato Dino Campana), fiammiferi che finalmente si accendono non per ragioni formali ma tematiche (con effetti davvero esilaranti).

Eppure, assistendo allo spettacolo, sembra che i funambolici ed eccentrici personaggi creati attorno a Paolo Rossi - alias Max Stella, poeta bohemièn e "morente", ultimo maestro disponibile, deriso e commiserato dai più - escano proprio dai sogni del comico milanese: sette fantasmi, fisici, vorticosi e grotteschi, sempre incalzanti e calati nei diversi ruoli che interpretano con maestria, dal cameriere alla puttana, dal boxeur alcolizzato alla vedova francese, dalla dea bendata al commissario napoletano, macchiette ma non solo, ritratti di un teatro che si regge davvero su quella vecchia formula "quattro assi e una passione".

L'affascinante e sagace Carolina De La Calle Casanova, fondatrice pochi anni fa con Federico Bonaconza della Compagnia BabyGang, ha cucito addosso a Paolino un personaggio che gli calza a pennello: Max Stella, poeta e ubriacone, ormai del tutto cieco, nell'ultimo giorno della sua vita. Un maestro vagabondo e dimenticato, che passa da una bettola alla questura, incontrando - e con essa scontrandosi - una generazione cinica e disillusa, volgare e indolente, che lo emula senza comprenderlo e lo deride quando è ormai sorpassato. "Uno spettacolo – spiegano le note di regia - dedicato ai cattivi e buoni esempi, al nostro mestiere, alla nostra generazione che non sa trovare più il proprio spazio, il proprio tempo, che deve imparare a dimenticare i maestri per uscire nel presente e correre con le proprie gambe – e forse in futuro decidere se diventare maestro a propria volta. D'ora in poi: come sarebbe se fosse diverso?: bene o male che vada, nulla potrà essere come prima, ma forse è tempo di uscire e correre. Adesso." Certamente la drammaturgia va sistemata qua e là, eliminate scene che rallentano un po' l'azione ma, dietro l'opera, si intravede anche una bella e appropriata improvvisazione - e non si tratta di dilettantismo – un contatto diretto con le reazioni del pubblico, sapendo risolvere con un guizzo gli imprevisti del teatro: dal trucco che si scioglie all'attore di successo che si perde la battuta, creando una coralità d'azione e di scena che rimanda alla tradizione italiana dei saltimbanchi, gioiosi e tragici allo stesso tempo, capace di parlare al popolo perché ad esso si ispirano.

Il pubblico, a bocca aperta come se fosse al circo, sembra apprezzare. E Paolo Rossi, a fine spettacolo, si mette da parte e lascia, con emozione e profonda soddisfazione, il meritato applauso alla giovane compagnia. Ecco una buona ragione per essere attori di successo.



Compagnia BabyGang
D'ORA IN POI
come sarebbe se fosse diverso?
regia e testo di Carolina De La Calle Casanova
con Paolo Rossi nella parte del protagonista Max Stella e con Renato Avallone, Federico Bonaconza, Elisa Bottiglieri, Paolo Faroni, Silvia Paoli, Marco Ripoldi, Valentina Scuderi
assistente alla drammaturgia Sarah Chiarcos
musiche originali di Bruno De Franceschi
coreografie di Lara Guidetti
costumi di Margherita Maltese
disegno luci di Luna Mariotti
consulenza filosofica Dott. Massimo Canepa
voci di Luciano Mastellari, Fabio Groppo, Lia Cotarella, Federico Manfredi, Remo Melloni
effetti sonori e montaggio di Alberto Scotti
fotografie di scena di Alessandro Brasile
organizzazione di Josephine Magliozzi
produzione Compagnia BabyGang


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