Andrea Rivera al Teatro Ciak con un originale teatro canzone....

Maddalena Peluso - 05.04.2008 testo grande testo normale

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Tags: Andrea, Rivera, Milano, Teatro

"Sorprendente il romano Andrea Rivera che la settimana scorsa si esibiva per strada a Trastevere e fra un paio d’anni riempirà i teatri: si accettano scommesse ”
Curzio Maltese

Entra in scena impersonando Gesù, con imbarazzanti mutandoni semicoperti da una chitarra e le braccia spalancate, sostenendo che i mercanti sono tornati nel tempio.
Con un'inimitabile empatia in un attimo conquista il pubblico del Teatro Ciak di Milano trascinandolo in un vortice di rabbiosa e amara ironia, tanto sospirata nel moderno cabaret milanese.
Non stupisce affatto che l’uomo dei citofoni, Andrea Rivera, conosciuto ai più per la sempre beffarda partecipazione a "Parla con me" con Serena Dandidi, e ora in giro per l’Italia con lo spettacolo "Prossime Aperture", in scena al Ciak di via Procaccini dal 1 al 6 aprile, abbia vinto nel 2004 il primo "Festival Gaber" di Viareggio. La giuria, composta, tra gli altri, da Curzio Maltese, Francesco Alberoni, Sandro Leporini, Sergio Escobar e Ferruccio De Bortoli, pare motivò così la sua menzione speciale: "Per noi giurati, l'artista che ci pare abbia saputo meglio evocare uno spirito del genere, con la sua appassionata ironia, è Andrea Rivera, che, nella migliore delle ipotesi consegniamo alla storia dello spettacolo, e nella peggiore, abbiamo comunque tolto dalle strade di Trastevere".
Ed il giovane Rivera propone al Teatro Ciak un monologo – ritmico che riesce a scuotere, stimolare ed emozionare il pubblico, strizzando l’occhio al "Teatro –canzone", manifestando chiaramente il debito con i suoi maestri, da Gaber a Bebbe Grillo, da Antonio Rezza a ai fratelli Guzzanti, da Dario Fo a Daniele Luttazzi.
Ed è assurdo che la satira, quella vera ironica e pungente, dissacrante e socialmente utile, a Milano sia ormai morta: le uniche tracce di vite, scarne ma meravigliosamente vigorose, arrivano da Roma e restano sconosciute ai più.
Sul palco Rivera, affiancato da una grintosa ed entusiasta Lisa Lelli, autrice con lui dei testi, e con la partecipazione del poli-strumentista Matteo D’Incà (chitarre, basso, mandolino e programmazione computer), ripercorre il suo lavoro dai filmati realizzati a Trastevere con passanti e turisti (come non ricordare Metroppolitani di Antonio Rezza) alle canzoni, in stile G.G., Gaber e Gaetano.
La sua satira sociale tocca tutti: dagli operai moderni che vogliono sempre più assomigliare ai padroni e “non hanno più la coscienza di classe… però vogliono la classe A senza coscienza…” ai politici “caro compagno ti sei mangiato i nostri ideali altro che i bambini…”, alla Chiesa, da tempo al centro delle sue polemiche con un vero caso scoppiato allo scorso concerto del 1 maggio: "Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, Franco e per uno della banda della Magliana... è giusto così, assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma due ladroni".
La sua rabbia, coinvolgente e scandalizzata, è reale.
La sua empatia indubbia e i testi caustici e brucianti, capace di far ridere come una volta e sorridere di sè.
L’artista coinvolge il pubblico in sala costringendolo ad introdurlo con il classico motivetto "Perché Sanremo è Sanremo" utilizzando una tecnica ormai nuovamente in voga nel teatro satirico ma spesso utilizzata in modo controproducente, in cui il coinvolgimento coatto della sala sembra allontanare ancora più l’artista dal pubblico - nonostante un malvagio Antonio Rezza si diverta enormemente ad esasperarne le reazioni.
Una menzione a parte merita l’amaro e lungo sproloquio – denuncia sull’intrusione dell’inglese nella nostra lingua, realizzato utilizzando unicamente termini inglesi inseriti nel linguaggio italiano comune "la ragazza del chek in aveva un make up molto trendy".
Si esce dal teatro con i testa il motivetto delle sue canzoni, dalla musica lineare, la melodia intuitiva e la voce calda…
Si ripensa a Rino Gaetano che con la meravigliosa "Titititi" dichiarava: "a te che ascolti il mio disco forse sorridendo, giuro che la stessa rabbia sto vivendo…siamo sulla stessa barca io e te"…
Inutile sottolinearlo: su quella barca c’è anche Andrea Rivera….
Teatro Ciak Webank.it c/o Fabbrica del Vapore
Via Procaccini, 4
20154 Milano
Tel. 02.76110093
Fax 02.76110322
I° settore: € 25 + € 2,5 prev.
II° settore: € 20 + € 2 prev.
III° settore: € 15 + € 1,5 prev.
dal 1 al 6 aprile 2008
PROSSIME APERTURE,
scritto da Andrea Rivera e Lisa Lelli
CON ANDREA RIVERA e LISA LELLI
TASTIERE/ FISARMONICA : PAOLO JANNACCI
BASSO: ANDREA COLELLA
BATTERIA: MARCO VALERI
CHITARRA: SABINO DE BARI

MUSICHE DI ANDREA RIVERA
ARRANGIAMENTI MUSICALI PAOLO JANNACCI
SUPERVISIONE ALLA REGIA GIORGIO GALLIONE


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