Un classico con la moderna regia di Gabriele Lavia

Maddalena Peluso - 08.10.2009 testo grande testo normale

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Tags: Molto rumore per nulla, Shakespeare, Gabriele Lavia, Lorenzo Lavia

Una commedia esuberante e gigionesca che si interroga su quell'essere o non essere, inteso nel senso pirandelliano: al Teatro Carcano va in scena Molto rumore per nulla

Fino a domenica 18 ottobre al Teatro Carcano di Milano è di scena la corale e allegra commedia di Shakespeare Molto rumore per nulla, regia di Gabriele Lavia, frutto di un laboratorio teatrale con una ventina di preparati ed vivaci giovani attori.
Una commedia esuberante e gigionesca che si interroga su quell'essere o non essere, nel senso pirandelliano: realtà o apparenza?
Forte della sobria traduzione, sciolta e contemporanea, ma senza svilimenti, di Chiara de Marchi, Lavia crea uno spettacolo colorato e ben orchestrato, tra risate, finzioni, schermaglie e gelosie arredando la scena come una sala prove, con soltanto due pianoforti, una base di tappeti persiani (ultimamente spesso utilizzati nei videoclip) e un lungo tavolo con sedie.

Ed è così che gli interpreti/personaggi si presentano al pubblico: in calzamaglia e tshirt nera, la coda di cavallo per le donne, scandendo le azioni a ritmo di "ciak", il piglio frenetico e slanci di entusiasmo nella recitazione.
Una recitazione che può apparire eccessiva, troppo scoperta nel cercare gli spunti di azione fisica e virtuosismo recitativo, che in realtà punta proprio ad eseguire una "dimostrazione di lavoro", tipica dei laboratori d'avanguardia, un training meta-teatrale che si lascia rivoltare come un guanto, in cui gli interpreti giocherellano e ostentano i costumi di broccato, velluto e tulle, firmati da Andrea Viotti, indossati come vestaglie.

Cantanto e ballando, con lievi e suggestive sequenze, un leit motiv molto orecchiabile ("Non piangete donne belle,/né alla luna, né alle stelle/l'uomo è sempre traditore/infedele e ingannatore…”") i giovani protagonisti, tra cui si segnalano Tamara Carducci, un'impavida e grintosa Beatrice, probabilmente la rivelazione dello spettacolo, e Lorenzo Lavia, figlio di Gabriele, uno stridulo e femmineo Benedetto, che sa prendersi in giro con ironia, si conquistano facilmente l'empatia del pubblico. Misurato e coinvolgente il grande Pietro Biondi (Lionato, papà di Ero) che si integra splendidamente tra i più giovani.

Un pò stereotipata, alla prima del Carcano, è sembrata la scenetta buffonesca, dei "rondisti" e di Carruba, spassosi maccchiette, tra i pupi siciliani e l'armata Brancaleone.
Gli applausi in ogni caso non si fanno attendere e sono tutti meritati.

Da mercoledì 7 a domenica 18 ottobre
Teatro Carcano
Molto Rumore per nulla
Teatro di Roma – Compagnia Lavia Anagni
Pietro Biondi  Lorenzo Lavia
Giorgia Salari  Francesco Bonomo  Salvatore Palombi
di William Shakespeare
Traduzione di Chiara De Marchi
Scene di Gabriele Lavia
Costumi di Andrea Viotti
Musiche originali di Andrea Nicolini
Luci di Pietro Sperduti
Regia di Gabriele Lavia


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