Cupe e visionarie perdite per Compagnia Container

Maddalena Peluso - 07.10.2009 testo grande testo normale

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Tags: Latrati, Teatro OutOff, Giorgio Barberio Corsetti, Giulia Abbate

Uno studio visionario ed essenziale basato sul romanzo "Vedova scalza" di Salvatore Niffoi, Premio Campiello 1986, messo in scena, con il titolo di "Latrati" al Teatro OutOff nell'ambito della rassegna Previsioni...

Dopo il successo di "Ciccio", inserito nella stagione 2007/2008 del Crt Salone, che si evidenziò per l'energica e sviscerante interpretazione di Andrea Pinna, la giovane e promettente Giulia Abbate, questa volta con Fabio Cherstich, assistente alla regia di Giorgio Barberio Corsetti e come lei ex allievo della Paolo Grassi, fondatori della Compagnia Container, si concentra su una storia di fascismo, su una donna che perde il suo uomo ucciso da una squadra fascisti".

In seguito allo studio su "Vedova Scalza" di Salvatore Niffoi, vincitore nel 2008 del Primo Premio al concorso "Giovani Realtà del Teatro" dell'Accademia "Nico Pepe" di Udine, la Compagnia Container ha debuttato martedì 6 ottobre 2009 con "Latrati" al Teatro OutOff di Milano, nell'ambito della rassegna Previsioni, realizzata in collaborazione con la Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi.

"Visionario, rituale, originale e molto sentito – si legge nella motivazione dell'Accademia Nico Pepe - Coraggiosa e ben costruita la drammaturgia derivata da un'opera letteraria. Consapevole l'uso dello spazio scenico, delle luci, della scrittura 'scenica' oltre che drammaturgica. Inquietante e ricco di uno stile già personale e consapevole. Efficace nella progettazione, nell'idea di messinscena e nella resa spettacolare. L'originalità della drammaturgia si coniuga ad un uso intelligente dello spazio e ad una innegabile forza espressiva"

Nel ferroso e buio stanzone dell'OutOff - che ben si presta a sembrare un container appunto - illuminato soltanto da scarne e solitarie lampadine, si susseguono gli strazi interiori della giovane Mintonia, una statica Vincenza Pastore, vedova del marito Miccheddu, un appropriato e fisico Andrea Pinna. "Lavoriamo – spiegano le note di regia - sull'alterazione della realtà, sul ribaltamento delle prospettive della scena, sui salti temporali, sugli accostamenti emotivi delle immagini, più che sul loro valore narrativo. Una lampadina che oscilla, figure mute che pregano, bestemmiano o ridono, incubi, pioggia che cade, uomini come pesci in un acquario, pistole puntate alle tempie. Cerchiamo di fare un lavoro che restituisca il più possibile la dimensione contraddittoria della realtà che ogni giorno viviamo e saccheggiamo".

Il risultato finale in realtà non convince pienamente poiché sembra mancare quel coinvolgimento emotivo che una storia così passionale dovrebbe pur dare.
Le sudice sopraffazioni dei fascisti, la rabbiosa sete di libertà dei protagonisti e la tragicità della storia non riescono per ora a penetrare oltre la decodificazione del linguaggio teatrale, nonostante la bella prova attoriale di Filippo Farina, Alessio Calciolari e Paolo Civati, burattini fascisti e prefiche screanzate.

Un potenziale ottimo lavoro che rischia di ridursi ad un esercizio di stile, seppure elegante e dalle lodevoli intenzioni (rintracciabili sul sito della Compagnia Container): "Bada – esclama ironico uno spettatore – conosco attrici che hanno passato gli ultimi cinque anni su un palcoscenico con una vestaglia nera e un secchio tra le mani!"


dal 6 al 10 ottobre 2009
Teatro OutOff
Compagnia Container
LATRATI
Liberamente ispirato al romanzo "Vedova scalza" di Salvatore Niffoi
drammaturgia e regia Giulia Abbate e Fabio Cherstich
con Vincenza Pastore, Filippo Farina, Alessio Calciolari, Andrea Pinna, Paolo Civati


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