Giovani esasperati dalla mobilità in scena alla Sala Fontana

Maddalena Peluso - 04.10.2009 testo grande testo normale

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Tags: Mali Wein, Sala Fontana, Non ora, non qui. Elisa Di Liberato

Un'esilarante rincorrersi di giovani brillanti e frenetici tra luoghi comuni e capitali straniere. Nella pace dei chiostri bramanteschi vanno in scena disorentiati destini liquidi...

Un lavoro. Anche noioso. Una fidanzata fissa. Anche brutta. Stare a casa. Innaffiare tutte le sere le piantine di basilico al balcone.

Lo spettacolo NON ORA, NON QUI a moving suite , presentato, nell'ambito della rassegna Previsioni 2009 (destinata agli ex allievi della Paolo Grassi) nell'incantevole Sala Fontana, con la drammaturgia e la regia dell'associazione Mali Weil, fornisce uno spassoso e veritiero spaccato di quella società liquida, teorizzata dal sociologo Zygmunt Bauman, incapace di amare veramente perché incapace di fermarsi a riflettere tra aerei per località esotiche, social network, treni ad alta velocità, coinquilini di ogni razza e categoria sociale. Un continuo vortice che risucchia le anime dei protagosti. Rampanti con una laurea e un master in tasca e una valigia sempre pronta, confusi e spaesati alla ricerca di emozioni ed esperienze che sono sempre "altrove" rispetto al presente.

Un ottimo esercizio di stile quello dei giovani Elisa Di Liberato, Lorenzo Facchinelli e Mara Ferrieri, fondatori dell'associazione Mali Weil, autori e registi di questa "moving suite" genuina e impertinente affidata a giovanissimi attori (Angela Derossi, Valerio Napoli, Martina Galletta, e la danzatrice Alessandra Bordino) capacissimi di calarsi in un ruolo, a loro così familiare, con la tecnica della Paolo Grassi e una spontaneità purtroppo non comune nel teatro accademico, complice un pubblico empatico, anche se poco numeroso.

Lo spettacolo si apre con la scena madre dell'amore contrastato: lui e lei devono dirsi addio per e imponderabili cause. Stavolta però non si tratta di un signorotto che li tiranneggia, le loro famiglie non sono rivali, non c'è una guerra che incombe, nessuno dei due ha già un coniuge.
Lei deve cambiare lavoro e città, in partenza per rimpinguare quel curriculum mai troppo lungo. Si scriveranno su facebook, si "messaggeranno" in attesa che il destini infausto muti.

I personaggi, brillanti e confusi, sono così facilmente rintracciabili nella quotidianità da imbarazzare. Così come Edoardo descriveva il suo mondo, Mali Weil sembra aver centrato l'obbiettivo, secondo capitolo della trilogia "Frammenti amorosi per tempi disorientati" (dopo Vagare_x) dipingendo "corpi desideranti che attraversano il quotidiano attuando sottili strategie per proteggere e propagare il proprio desiderio. Cambiandogli forma o oggetto quando occorre e quante volte occorre".Fa pensare perché sfonda il muro dei luoghi comuni, in una vorticosa girandola di video, danza, musiche e soprattutto riflessioni, prese dai blog e dalle esperienze di amici ("Perché la mia relazione più lunga è durata dieci volte meno della relazione più corta di mia madre?").
"Don Giovanni non esiste più – ci dicono i giovani Mali Weil – perché quasi tutti viviamo come Don Giovanni", tra amanti in ogni paese in cui siamo stati, al mercato dei fiori ad Amsterdam, in un taxi a Pechino, in un museo a New York e in un ristorante di Bangkok.
A cambiare però sono sempre gli scenari: alla fine ci ritrova sempre in quel "Destiny Hotel", con le stanze doppie complete e la direzione che ci riserva la suite, la "moving suite", in un ripetitivo e snervante balletto da cui non ci si riesce a congedare.
Giocando, con disinvolta dimestichezza, con i codici e i metodi teatrali, Mali Weil non si sottrae a mettere a nudo l'animo dei personaggi che, anche se vorrebbero fortissimamente, appaiono incapaci di "scendere dalla giostra", di abbandonare questa vita frenetica alla ricerca di una soddisfazione che non arriverà mai.
A fare da contrasto a questi giovani in eterno movimento è stata proprio la confortante stabilità della Sala Fontana, ospitata nei suggestivi chiostri bramanteschi di Santa Maria alla Fontana(1507). Un incantevole angolo

Mali Weil
NON ORA, NON QUI a moving suite
con Deniz Azhar Azari, Angela Derossi, Valerio Napoli,
fotografie Silvia Franzoni
drammaturgia e regia Mali Weil


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