Dopoteatro con Gianfelice Facchetti

Maddalena Peluso - 23.09.2009 testo grande testo normale

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Tags: Gianfelice Facchetti, Maddalena Peluso, Giacinto Facchetti, Pietro De Pascalis

Due chiacchiere con il regista milanese, figlio del calciatore Giacinto Facchetti, al Festival di drammaturgia Trame d'autore....

Occasione di incontro è stato il Festival di drammaturgia contemporanea "Trame d'autore" al Teatro Studio, dedicato ad autori africani che hanno conosciuto la diaspora e che vivono e scrivono nelle lingue dei paesi di adozione, Francia e Inghilterra soprattutto.
Un festival che quest'anno ha avuto il merito di presentare un'eccellente panoramica su autori per lo più sconosciuti in Italia, capaci di affrontare con autenticità e chiarezza argomenti molto più attuali in Italia di quanto si pensi.
E' il caso della 28enne Bola Agbaje, nata in Inghilterra ma di origini nigeriane, autrice del testo "Gone too far!", vincitore nel 2008 del prestigioso Olivier Award per Best Achievement in an Affiliate Theatre (Royal Court), messo in scena al Teatro Studio con la regia di Gianfelice Facchetti, regista e drammaturgo, giovane e talentuosa promessa nel panorama teatrale milanese.
Dopo la "mise en espace", affidata ad un multietnico cast, composto da giovani allievi del Teatro Piccolo e da Quelli di Grock, il pubblico, formato nella maggior parte da addetti ai lavori, ha assistito alla lettura del carismatico Moni Ovadia de "La confessione di Abramo", dello scrittore Mohamed Kacimi, che in con ironia e visionarietà racconta la storia nei secoli dei secoli di Abramo e di Sara.
Dopo lo spettacolo, Gianfelice Facchetti non si sottrae ad una rapida chiacchierata, seppure in condizioni non ottimali, complici l'ora tarda e la spossatezza del dopoteatro.
Sembra però soddisfatto di come sia andato il lavoro e con lui gli attori, felici "oltre le aspettative".
Com'è stato lavorare, seppure se per una mise en espace, su un testo che non ti appartiene?

Ci abbiamo lavorato per meno di una settimana. Gli attori non hanno avuto molto tempo di studiare la parte ma sono stati ugualmente appassionati dal ruolo. E' stato interessante e poi il testo è molto attuale nella Milano di oggi. Tremendamente attuale.

A breve comincerà la nuova stagione teatrale a Milano. Cosa farai?

Attualmente lavoro con Pietro De Pascalis, con il quale ho fondato la Compagnia Facchetti/De Pascalis. Riporteremo in scena, in più riprese, lo spettacolo "Icaro & Dedalo s.r.l." prodotto dal CRT Centro di Ricerca per il Teatro. Ha avuto un buon successo e ottime recensione. Ne sono molto soddisfatto. Stiamo poi portando avanti un progetto con "Dialogo al buio", l'Istituto dei ciechi di Milano.

Qual è lo spettacolo che ti è più piaciuto della scorsa stagione milanese?

Nessun dubbio: "Stranieri" del Teatro delle Albe, scritto da Antonio Tarantino con la regia di Marco Martinelli. Eccezionale e implacabile.

La Compagnia Facchetti/De Pascalis valuta invece la possibilità di avere un proprio spazio, magari pubblico, come sono riusciti a fare quest'anno TEATRIDITHALIA con una concessione ventennale per il Teatro Elfo Puccini in Corso Buenos Aires?

E' sicuramente un grosso cambiamento. Chi non vorrebbe avere uno spazio così? Ma poi si deve stare attenti a non diventare soltanto e semplicemente "gestori" di un teatro. E' un grosso rischio.


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