Io, Hitler: fuori dal mito e dentro MiTo

Maddalena Peluso - 11.09.2009 testo grande testo normale

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Tags: Io, Hitler, Maddalena Peluso, Filippo Del Corno

Un'esplorazione di teatro musicale che si può ben dire un'opera politica, premiata con il tutto esaurito al Teatro Franco Parenti…

"Confrontatevi con lui. Considerate se questo è un uomo..."
da Hitler, Giuseppe Genna

Per l'azione musicale "Io, Hitler", il nuovo lavoro del compositore Filippo Del Corno presentato in prima assoluta mercoledì 9 settembre all'interno di MiTo SettembreMusica, il successo è stato superiore alle aspettative, tanto si spera da persuadere l'organizzazione a prevedere altre date.
Un'esplorazione di teatro musicale che parte dal romanzo di Giuseppe Genna "Hitler" (Mondadori), scritto ex novo per l'azione di Del Corno, 39enne milanese, già autore di un "Orfeo a fumetti" tratto da Buzzati e di un'opera sul rapimento di Moro, "Non guardate al domani".
L'intento è quello di illustrare, attraverso musica, video e la fisicità di Fulvio Pepe, solo in scena, i fallimenti e le frustrazioni di un giovane studente accademico senza talento, mendicante e miserabile: "un perdente pieno di astio – spiega l'autore - deciso a scaricare le sue frustrazioni sugli altri. Su quelli che, seguendo le teorie complottistiche e razziste in voga all'epoca, erano i responsabili della miseria e degrado suoi e della Germania: gli ebrei, i comunisti, gli omosessuali, gli zingari, i disabili".
Ed è proprio il titolo dell'opera a riassumerne lo spirito: la figura più terribile e temibile del Novecento, in quella quotidiana banalità biologica, è accomunata al resto del genere umano: "Né un alieno psicopatico né un'icona pop di perversa fascinazione – spiega Del Corno - Solo un uomo, responsabile di una serie di crimini contro l'umanità".
Il testo, più che a un tradizionale libretto, appare simile ad uno script cinematografico dove si integrano testo, musica, scene e spettacolo con una presenza importante del video.
Gli schemi ritmici ricorrenti nei discorsi di Hitler - interpretato da un meticoloso e compito Fulvio Pepe, capace di umanizzare la figura del futuro Fuhrer, rendendolo simile al "Grande dittatore" di Chaplin – sono usati per costruire una griglia percussiva martellante. "Una delle chiavi del magnetismo hitleriano risiede proprio nel ritmo dei suoi comizi. Quel ritmo, che non era traslabile all'italiano, è affidato agli strumenti".
L'utilizzo poi di materiale precompositivo, comprese musiche di Wagner o Czerny, crea uno spazio musicale angusto, in cui risuona, in maniera distorta, l'aberrazione del pensiero di Hitler, quell'ossessiva ripetizione di Ich, Io.
L'esecuzione, affidata all'ensemble Sentieri Selvaggi con un Carlo Boccadoro alla direzione - strumenti un clarinetto basso, un trombone, due pianoforti, due violoncelli, una marimba — si fonde magnificamente con l'azione, usando la tecnica dello "speech musicale" già adotta­ta da Steve Reich: "ho trascritto musicalmente le frequenze di quei discorsi, gli alti e i bassi, i ritmi e le pause - afferma Del Corno - Ho scoperto che Hitler usava delle costanti molto precise: parlava secon­do una scala cromatica discen­dente, mentre il ritmo evoca­va quello ipnotico delle incudi­ni dell'Oro del Reno wagneria­no". Tradotto in partitura l'effetto è quello di un'os­sessione nera, tutta virata sui toni gravi. "Come di una musi­ca ascoltata sott'acqua"
In mezzo alla platea del Franco Parenti, alla replica dello spettacolo c'era anche Veronica Lario, silenziosa e in disparte, ad assistere alla rapida e cupa ascesa di un dittatore.

Filippo Del Corno
Io Hitler
Azione di teatro musicale
Testo di Giuseppe Genna
Prima esecuzione assoluta

Sentieri selvaggi
Carlo Boccadoro, direttore
Fulvio Pepe, attore
Francesco Frongia, regia
Giovanni De Francesco, scene e costumi

Direttore di Produzione Teatro Franco Parenti, Federico Parenti
Direttore Tecnico Teatro Franco Parenti, Emanuele Salamanca
Video a cura di Francesco Frongia
Direttore della Fotografia, Gianpaolo Gelati
Luci Domenico Ferrari
Costumi Sartoria Teatrale Bianchi
Sarta Valentina Bettella
Capo macchinista Alberto Accalai

In coproduzione con Teatro Franco Parenti
In collaborazione con Sentieri selvaggi


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