Come dominare gli idioti: il grande teatro di Tato Russo al Teatro Nuovo

Maddalena Peluso - 17.04.2009 testo grande testo normale

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Tags: Tato Russo, Teatro Nuovo, Napoli, Maddalena Peluso Paese degli Idioti

Sarà fino al 26 aprile 2009 al Teatro Nuovo lo spettacolo "Il paese degli idioti" di Tato Russo, direttore artistico del Teatro Bellini di Napoli....

"Date a Foma Fomic il potere di Ivan il Terribile o di Nerone, e quello non sarà da meno, anzi stupirà il mondo con i suoi delitti".
Mikhajlovskij

Uno spettacolo costruito secondo i canoni di un realismo asciutto ed essenziale, che non rinuncia alla comicità stralunata e grottesca della scuola napoletana.
Una sorta di ballo di famiglia sospeso nel tempo, ispirato al romanzo "umoristico" «Il villaggio di Stepancikovo e i suoi abitanti» scritto da Fedor Dostoevskij per mettere alla berlina quel mondo di intellettuali inconcludenti e ipocriti, profondamente radicati nella società aristocratico-borghese della provincia russa.
Sarà a Milano fino al 26 aprile 2009 al Teatro Nuovo lo spettacolo "Il paese degli idioti" di Tato Russo, direttore artistico del Teatro Bellini di Napoli, con la regia di Alvaro Piccardi, per svelare le più bieche tecniche di persuasione di quella "piccola oligarchia che modella i nostri comportamenti sia quando ce li indica sia quando ci impone di contraddirli".
Una parabola di sconcertante attualità sul potere e le tecniche di comunicazione, ovvero sull'arte di influenzare gli sprovveduti per perpetuare il proprio dominio: "Che cosa sono gli anchormen di oggi - spiega Tato Russo - gli opinionisti tv, i novelli professori del Verbo che si insinuano nel cervello di ognuno e dirigono comportamenti, gusto, etica?".
Ed è proprio confrontandosi con la triste realtà odierna che Tato Russo si è deciso a scrivere il testo, in forma di commedia, ambientandolo in un paesino della Basilicata, riportando tutti i personaggi nella cechoviana provincia russa, ma lasciando all'ambiente contadino il carattere e la parlata di tanti meridionali.
Ed ecco che prende vita il dispotico intellettuale di paese Fomà Fomic, simile ad un Tartufo molièriano senza lussuria, interpretato da uno saccente e arrogante Russo, che umilia, deride, pretende, ispirato da Dio, utilizzando temi da demiurgo dell'anima, riducendo un'intera comunità (il paese degli idioti, appunto) a reprimere ogni forma di sincerità e di dissenso in nome di una falsa moralità e di falsi valori. Sarà costretto a farci i conti anche il giovane Serjòza (Gabriele Russo), nipote del ricco Egor Ilic (Marcello Romolo), il quale, ritornato al paese dopo gli studi scientifici a San Pietroburgo, si troverà immerso in un'atmosfera plumbea e conservatrice dominata dalla vecchia madre del padrone di casa e dal severo moralista.
"Di cosa soffriamo oggi – spiega Tato Russo nella presentazione dello spettacolo - se non di questo "ratto" delle coscienze, di questo governo assolutistico del conformismo imperante, di questo conformismo che, a volte, è ancorpiù tale, quanto più si mostra travestito da riformismo e da progressismo?
...Quante e quali chiese ci siamo costruiti nell'incapacità d'essere veramente uomini liberi e raziocinanti?".
Russo così gigioneggia spavaldo nel minimale e classico allestimento, dando le spalle al pubblico, poiché il potere non svela mai il suo volto, e parlando un tono più basso degli altri: il suo scopo è di ritornare a "prima della negazione del teatro".
Il testo, nel complesso, finisce per non convincere del tutto, per l'estrema verbosità e lunghezza, la ripetizione delle scene e lo squilibro della compagnia.
Ottimi i personaggi del servo Gravila, con il suo ritornello "manicomio, manicomio" di cechoviana memoria, interpretato da Aldo Bufi Landi e del ricco proprietario di casa, messo in scena da un passionale Marcello Romolo.
Di rilievo anche la figura della "mammina" detentrice del potere conservatore e ridotta a macchietta da una fosca Annamaria Ackermann.
Da segnalare è la splendida fotografia di stampo caravaggesco che cala l'intera scena in un clima surreale e grottesco.
Uno spettacolo da vedere, per riflettere sulle dinamiche del potere e della coercizione e "riflettersi" negli "idioti" che si credono liberi....
Dal 14 al 26 aprile 2009
Il Paese degli Idioti
regia di Alvaro Piccardi
con Tato Russo, Marcello Romolo, Gabriele Russo, Aldo Bufi Landi, Christine Grimandi, Marina Lorenzi, Annamaria Ackermann, Elisabetta Ventura, Irene Grasso, Francesco Ruotolo, Renato De Rienzo, Massimo Sorrentino Sofia Rosa Landi, Luigi Cesarano, Massimo Sorrentino Giulio Fotia
scene e costumi: LORENZO GHIGLIA
musiche: STEFANO MARCUCCI
assistente musicale: GIOVANNI PICCARDI
Teatro Nuovo - Piazza San Babila - Milano - tel. 02.794026
Poltronissima Numerata Intero 33,00 €
Poltrona Numerata Intero 22,00 €
e-mail: info@teatronuovo.it
Biglietteria: Lun-Sab dalle 10.00 alle 19.00 - Domenica dalle 11.00 alle 17.00 - tel: 794026 - fax: 02.781615


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