La badante di Cesare Lievi sconvolge un tranquillo interno famigliare

Sara Trecate - 16.04.2009 testo grande testo normale

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Tags: badante, lievi, carcano, trecate

Molto applaudita la prima de La badante, pluripremiato spettacolo di Cesare Lievi (Premio Ubu 2009 per il miglior testo e Premio della Critica 2008 a Ludovica Modugno come miglior attrice) al debutto al Teatro Carcano.

Tanti avranno riconosciuto la propria madre o la propria nonna vedendo in scena Ludovica Modugno nei panni di un'anziana signora restia ad accettare la presenza in casa di un'estranea, la badante Ludmilla. Tanti avranno sorriso percependo come famigliari i suoi capricci e le sue assurde accuse nei confronti della ragazza straniera che si rivelano solo scuse per poterla cacciare.
Il tema della convivenza con il diverso è molto caro al regista e drammaturgo Cesare Lievi che con La badante completa una sua ideale trilogia dello straniero, cominciata con Fotografia di una stanza (2004) e Il mio amico Baggio (2006).

Ma l'attualità di questo testo non si ferma qui, non sarebbe sufficiente. La storia si evolve e con uno stacco temporale nella seconda scena siamo trasportati ai giorni successivi alla morte della signora. Il problema che assale i due figli è la scomparsa del patrimonio della madre, la maggior sospettata è quella Ludmilla che tanto difendevano quando la madre era ancora in vita.
Preoccupati solo per i loro interessi, i due ingordi eredi non capiscono perché la loro madre abbia agito di nascosto. Non capiscono perché non l'ascoltavano mai, non erano mai presenti, erano tutti presi dalle loro attività e per nulla riconoscenti verso i genitori. Sono emblemi della società odierna, egoista e pigra, che prende quello che i padri si sono sudati e vive di rendita. Lievi parte dal particolare, il suo lago di Garda, ma mira al generale, l'Italia intera.

Al contrario dei giovani la madre, sempre rimproverata perché senza memoria, si rivelerà la più attenta. E lo capiremo nell'ultima scena, che cronologicamente si situa tra la prima e la seconda e ci spiegherà cosa è successo nel frattempo, svelando il mistero. La particolare scansione temporale è abilmente usata per alimentare l'aspetto giallo della storia che, seppur ad un livello superficiale, riesce ad appassionare.
La struttura a scene e l'ordine cronologico sconvolto fanno pensare a quei Tradimenti di Pinter che Lievi ha diretto nel 2004, e i riferimenti al drammaturgo inglese recentemente scomparso sono riconoscibili anche nella scrittura incisiva, piena di ripetizioni, sempre velata di crudeltà.

Il testo di Cesare Lievi (Premio Ubu 2009 come miglior novità) ha degli alti e bassi, con passaggi fluidi ed altri più scolastici. Lodevole l'abilità di alternare velocemente molti temi, dando informazioni a piccole dosi.
Ludovica Modugno (Premio dell'Associazione dei Critici italiani 2008 come miglior attrice) si distingue tra i suoi colleghi ed è perfettamente immedesimata in un'anziana donna con la schiena bloccata, l'andatura traballante e i movimenti spigolosi.
Nel complesso lo spettacolo si mantiene su un livello medio, la regia di Lievi è semplice e basata su movimenti lineari e ripetitivi. Le scene sono un po' anonime, mentre le luci di Saccomandi illuminano con precisione pomeriggi soleggiati e giornate piovose.


Dal 15 al 26 aprile 2009
LA BADANTE
testo e regia di Cesare Lievi
con Ludovica Modugno, Leonardo De Colle, Emanuele Carucci Viterbi, Paola di Meglio, Giuseppina Turra
scene di Josef Frommwieser
costumi di Marina Luxardo
luci di Gigi Saccomandi




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