Chi attende e chi sopravvive alle catastrofi: Vacis e Balasso all'Elfo

Maddalena Peluso - 02.04.2009 testo grande testo normale

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Tags: maddalena Peluso, Natalino Balasso, Gabriele Vacis, Laura Curino

E'in scena al Teatro dell'Elfo fino al 5 di aprile lo spettacolo "Viaggiatori di Pianura" scritto dal regista piemontese Gabriele Vacis e dall'attore veneto Natalino Balasso, tornati a lavorare insieme tre anni dopo la riedizione di "Libera nos".

Un testo originale, carico di suggestioni ironiche e patetiche, dalla drammaturgia dinamica e frammentata, messo in scena con un ritmo incalzante, ottimi tempi comici e portato in scena con ritmo incalzante.
E' in scena al Teatro dell'Elfo fino al 5 di aprile lo spettacolo "Viaggiatori di Pianura" scritto dal regista piemontese Gabriele Vacis e dall'attore veneto Natalino Balasso, tornati a lavorare insieme tre anni dopo la riedizione di "Libera nos".
Racconti di "gente comune", di quella che si incontra ogni volta in treno, custode di storie allegre e drammatiche, intricate e malinconiche che spesso si rifiuta di ascoltare perché la "gente comune" spesso fa orrore, carica di torbidi insegnamenti che spiazzano le coscienze.
A collocare le storie di tre viaggiatori del treno Tav da Torino a Parma, capace di raggiungere i 300 km, anche se "più si va veloci e più sembra di esser fermi" è la riuscita e affascinante "scenofonia" di Roberto Tarasco: due poltrone rosse dotate di rotelle, uno schermo - finestrino (che funge anche da memoria, con un bianco e nero antico e struggente o con i fondali oceanici) con le immagini della pianura padana, piatta e verde, sempre uguale a sé, suoni di acqua che scroscia, urla, acclamazioni di fan, puntali musiche da "Dolcenera" di De Andrè al Delta Blues.
"Con Viaggiatori di pianura – spiega Vacis - stiamo recuperando una dimensione che mi era cara all'inizio, una sorta di coniugazione fra parola e immagine. Il teatro evoca più che mostrare: ecco che qui diventano importanti anche le scenofonie, perché stiamo sperimentando una narrazione fatta di richiami, ambienti, atmosfere, sensazioni".
Ogni viaggiatore racconta la sua storia con i toni che gli sono più congeniali: parte con un malinconico neorealismo, a soave polesina Regina, interpretata da un'accorata Laura Curina in tailleurino e occhiali, che perse il suo sposo ma scoprì la vita dinanzi ad un toast farcito al caffè Pedrocchi di Padova in seguito all'inondazione del 1951 quanto il Po ruppe indugi e argini.
L'attrice, maestra del teatro di narrazione, evoca e ricrea con umanità e leggerezza quel mondo scomparso degli anni cinquanta quando poco più che ragazzina passo la prima notte di nozze in un furgone della Croce Rossa con quattordici uomini.
Con lei a dominare la scena c'è Natalino Balasso, scatenato musicista blues a New Orleans, figlio di emigrati veneti, scampato all'uragano Katrina con il suo collega strumentista: "un italiano e un nero su un contrabbasso che remano con le mani e cantano blues: ma dov’era Spike Lee?".
Balasso, con una recitazione muscolare, come una lenta canzone blues, e il portamento, l'abito e gli occhiali di John Belushi nei Blues Brothers, dimostra ottime doti attoriali e perfetti tempi comici.
Capace di entrare e uscire dai personaggi con una disinvoltura magistrale, si cuce addosso i personaggi, riuscendo a far sorridere anche nell'apice del drammatico.
A risentire del confronto è il giovane Christian Burruano, al quale i registi affidano l'ultima storia, la testimonianza di un animatore che vede scomparire nel Natale del 2004 in una delle Isole di Sumastra la sua giovane moglie, vittima dello Tzunami.
Una recitazione immobile e statica, vista "attraverso il filtro pittorico dei fondali dell'Oceano" ma che stride con le due grandi prove attoriali precedenti nonostante si tratti dell'apice dello spettacolo e la tragedia più grande.
Il finale è affidato alla giovane e spigliata Liyu Jin, che ripete in cinese il suo esame di economia.
E nonostante ci siano uomini, come Milty Friedman, teorico del globalismo monetario, che giocano a monopoli con il mondo, "attendendo le catastrofi" per poter investire, ci si rende conto che essere sopravvissuti all'acqua, uguale ovunque, ha cambiato in meglio la vita dei protagonisti, aprendogli gli occhi e rappresentando i giorni più intensi, più "giusti" e quindi più belli della vita: "L'acqua del mondo – si legge nelle note di regia - si sposta da una parte all'altra, s'innamora della luna sballottando i nostri destini. Il mare è uno solo e ha i fiumi per chioma, e noi, come al solito, cerchiamo nelle cose un ordine che ci faccia aggrappare alla salvezza".



Teatro Elfo - Milano dal 31 marzo al 5 aprile 2009 VIAGGIATORI DI PIANURA
Tre storie d'acqua
di Gabriele Vacis e Natalino Balasso
regia Gabriele Vacis
con Laura Curino, Natalino Balasso, Cristian Burruano, Lyiu Jin
scenofonia di Roberto Tarasco
scene e costumi di Lucio Diana
durata 90'
produzione A.T.A. Teatro Regionale Alessandrino
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