Presentato Io Santo, tu Beato con Bebo Storti: irriverente canovaccio in attesa di soddisfazione...

Maddalena Peluso - 26.03.2008 testo grande testo normale

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Tags: Bebo, Storti, Renato, Sarti

Per un mese è stato in scena al Teatro della Cooperativa di Milano che ne firma la produzione, presentandosi con un canovaccio decisamente interessante, ricco di trovate eccellenti, affidato alla regia di Renato Sarti e alla verve comica di Bebo Storti.
Uno spettacolo ancora in fase embrionale, dal titolo "Io santo, tu beato"...

Per un mese è stato in scena al Teatro della Cooperativa di Milano che ne firma la produzione, presentandosi con un canovaccio decisamente interessante, ricco di trovate eccellenti, affidato alla regia di Renato Sarti e alla verve comica di Bebo Storti.
Uno spettacolo ancora in fase embrionale, dal titolo "Io santo, tu beato" che vale la pena di essere modificato per riuscire a realizzare le pungenti e irriverenti premesse.
Eppure qualcosa, o meglio un bel po’ di cose, non funzionano ancora: per oltre due ore i comici sembrano non seguire alcuna scaletta teatrale, i passaggi dal comico al drammatico sono artefatti e mal costruiti, la tecnica attoriale e "affabulativa" dei protagonisti va sicuramente migliorata e le sferzate comiche appaiono troppo simili alle spiritosaggini di Zelig più che ad un' incalzante satira anticlericale che vorrebbe strizzare l’occhio alla Commedia dell’Arte.
Ed è così che i presupposti si perdono, per il momento, in lungaggini senza senso e in volgarità gratuiti e irritanti che il pubblico accetta a malincuore, sorridendo un po’ indispettito in attesa che l’ottimo canovaccio prenda la forma di spettacolo compiuto.
"Io santo, tu beato" resterà in scena fino al 30 marzo al Teatro della Cooperativa, nella zona periferica e decentrata di Niguarda, in uno spazio fondato nel 2002 proprio da Renato Sarti, insignito dell’Ambrogino d’Oro da parte del Comune di Milano, e di un gruppo di amici, con il prezioso sostegno della Società Edificatrice Niguarda.
"Il progetto – si legge nella presentazione del Teatro - ha come principale obiettivo la creazione e lo sviluppo di un centro di produzione e promozione teatrale e culturale: uno spazio dinamico e aperto dove la cultura e le idee possano circolare liberamente, un luogo di aggregazione e confronto capace di instaurare un rapporto profondo con i cittadini della comunità locale e più in generale dell’area milanese". E si spera che le idee davvero circolino permettendo al direttore artistico di comprendere la reale validità del suo lavoro. Le tracce di partenza di "Io santo, tu beato" sono affascinanti: Pio XII e Padre Pio si incontrano in un ipotetico Aldilà. Il primo parla un latino maccheronico e ha in testa un copricapo a forma di cupola di San Pietro, il secondo si esprime in dialetto pugliese e vende un po’ di tutto. I due scoprono che, a causa dei tanti santi (482) e beati (1338) proclamati da Papa Giovanni Paolo II, il Paradiso è intasato e al momento è rimasto disponibile un solo posto. Dopo i convenevoli di rito, tra i due si scatena una contesa senza esclusione di colpi. Papa Pacelli, pur riconoscendo a Padre Pio le sue indiscutibili doti, non gli risparmia l’accusa di aver trasformato San Giovanni Rotondo nella Las Vegas del Gargano, alimentando un business paganeggiante in stridente contrasto con il voto francescano di povertà. Incalzato dalle accuse, Padre Pio passa al contrattacco: pur non negando che durante la Seconda Guerra Mondiale migliaia di ebrei, grazie all’aiuto di sacerdoti e suore, abbiano trovato rifugio presso parrocchie e nei conventi, gli rammenta il suo silenzio rispetto alla Shoah e l’avallo di importanti esponenti della Chiesa nei confronti del nazismo. Un lavoro dunque che si preannuncia davvero interessante con Daniele Luttazzi che presta la voce per le notizie di Radiomariacensura, le musiche di Carlo Boccadoro e le belle scene di Carlo Sala: peccato che lo spettacolo perda mordente in corso d’opera trasformandosi in una pur ben riuscita caratterizzazione dei personaggi che funziona soltanto come breve gag all’interno di uno show comico. Un meritato plauso va all’interprete di Dio, da sempre rappresentato, secondo l’immaginario collettivo, da un vecchio caucasico dalla folta barba bianca e qui intensamente interpretato dalla scosciata e brasiliana Delma Pompeo, figlia del candomblè di Bahia. Quando l’attrice entra in scena, ballando e cantando, si comprende che i presupposti per realizzare un ottimo spettacolo teatrale ci sono tutti. E la convinzione che la produzione ascolti i consigli del pubblico fa ben sperare che la strada verso una comicità caciarona e di mercato venga abbandonata.

"Io Santo, Tu Beato"
testo e regia Renato Sarti
con il prezioso contributo di Bebo Storti
con Renato Sarti, Bebo Storti, Delma Pompeo e i Riddle
voce Radiomariacensura Daniele Luttazzi
scene e costumi Carlo Sala
musiche Carlo Boccadoro
produzione Teatro della Cooperativa

Dal 28 febbraio al 30 marzo
Teatro della Cooperativa
via Hermada 8, Milano
Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00
- domenica ore 16.30
Ingressi: intero Euro 15,00
- intero martedì Euro 10,00
- ridotto Euro 12.00/10,00/8,00
Info, prenotazioni e acquisto: Tel. 02.64749997
- biglietteria@teatrodellacooperativa.it (solo info) - www.teatrodellacooperativa.it
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