Pirandello eretico e barocco: Pensaci Giacomino al Teatro Carcano

Maddalena Peluso - 29.03.2009 testo grande testo normale

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Tags: Pensaci giacomino, Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Diablogues

Un'interpretazione magistrale, psicologica e accorata quella del palermitano Enzo Vetrano, in scena al Teatro Carcano di Milano fino a domenica 29 marzo con "Pensaci giacomino", audacissima commedia di Pirandello sulla ragnatela di una società capace di intrappolarci nella Sicilia più bigotta e mormorante.

Una pièce dalla "sotterranea anarchia", capace di interrogarsi, con popolare eresia, sulla sostanza dei ruoli sociali e sull'etica derivante dalla loro applicazione.
Un'interpretazione magistrale, psicologica e accorata quella del palermitano Enzo Vetrano, in scena al Teatro Carcano di Milano fino a domenica 29 marzo con "Pensaci giacomino", audacissima commedia di Pirandello sulla ragnatela di una società capace di intrappolarci nella Sicilia più bigotta e mormorante.
Un'opera barocca, tra rito e dialetto di Angelo Musco, concitata e ammaliante come un'oscura nenia, una cantoria di mediterranea sacralità del gruppo Isula e della Banda Jonica.
Dopo "l'eleganza morale" di Sergio Tofano, negli anni trenta, e "il magistero venerando" di Salvo Randone, tocca a Enzo Vetrano, con la compagnia "Diablogues" dare vita all'anziano professor Toti, deciso a vendicarsi dello Stato sposando una giovinetta in cattive condizioni e assicurandole così la sua pensione anche quando morirà, incurante di quel che potrà pensare la gente.
Le cose andranno diversamente e presto il professore si renderà conto che la sua farsa a fin di bene causerà dolore a tutti i partecipanti, vittime di loro stessi, del ruolo che si sono scelti nella società e dal quale faticano e quasi si rifiutano di uscire.
La libertà non esiste, sembra ricordarci Pirandello, per nessuno. Ed è così che i paradossi esistenziali, le crisi di identità, gli scambi di ruoli condizionano il nostro viver quotidiano anche quando crediamo di essere noi stessi.
Lo spettacolo, di grande spazialità, spessore e gestualità quasi burattinesca, vive su due piani, visivamente ben distinti: davanti, l'azione. Dietro, sul fondale, emergono, "quasi da un lontano Kursall randoniano, le sagome dei personaggi".
La scena è velata di banchi, tributo a quella "classe morta" del Sud, con una bergmaniana serva - vestale, interpretata da Francesco Pennacchia, con i grotteschi e fintamente moralisti bidelli Giovanni Moschella e Margherita Smedile, "gente che non ha perduto ancora il santo rossore della faccia", in pose da Amarcord melodrammatico.
Al centro della messa in scena della compagnia c'è proprio l'incontro – scontro, così attuale di questi tempi, tra la laicità della morale, la "sfacciataggine" dei sentimenti, intollerabili ma pur esistenti, e gli ipocriti dettami di viscidi ecclesiastici, come il don Lanolina di Stefano Randisi, dalla lingua "guantata" come un "cero d'altare" capaci soltanto di "ardere e sgocciolare".
Ed è così che esasperato dall'ingerenza religiosa per una vicenda squisitamente privata, da cui è umanamente inammissibile "sciogliersi", per il bene dei coinvolti, contro i pregiudizi e l'oscurantismo di una Sicilia bigotta, subito pronta a gridare allo scandalo, il professor Toti urla, "Vade retro! vade retro! Via, via, Giacomino, non ti voltare!".
Il sipario cala funereo mentre il professore, che vorrebbe essere considerato "il padre di tutti", ormai sempre più subdolo e vendicativo, esasperato dal prete che tenta di far valere il suo "credo" esplode con "Che crede? Lei neanche a Cristo crede!".
Un tuono eretico che fa riflettere e che Enzo Vetrano scaglia con giusta efficacia, passionale e razionale, regalando un'interpretazione complessa, morbosa ed elaborata, che mette il resto del cast, che pur risente di qualche lacuna, in secondo piano.


Teatro Carcano
dal 18 al 29 marzo 2009
"PENSACI, GIACOMINO"
Teatro Stabile della Sardegna – Diablogues
Pensaci Giacomino
di Luigi Pirandello
Interpretato e diretto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi
Luci di Maurizio Viani
Scene di Marc'Antonio Brandolini
Costumi di Luciana Fornasari


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