Una peste per sette maschietti: La bisbetica domata per Quelli di Grock

Maddalena Peluso - 28.03.2009 testo grande testo normale

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Tags: La bisbetica domata, Quelli di Grock, Teatro leonardo, Milano

Ne "La bisbetica domata" al Teatro Leonardo fino al 5 aprile 2009 la compagnia diretta da Claudio Intropido e Valeria Cavalli si esibisce attingendo a piene mani al proprio repertorio ed esaltando il potenziale comico della nota commedia shakespeariana....

"Noi tre siamo sposati, ma voi due siete spacciati"
Petruccio ai due mariti – Ultimo atto La Bisbetica domata


Il mimo, le compiaciute clownerie, il teatro nel teatro, i travestimenti, gli scambi di persona, la guerra dei sessi, i siparietti comici: ci sono opere che sembrano proprio cucite addosso a "Quelli di Grock". Oppure sono "Quelli di Grock" ad essere capaci di cucirsi addosso le opere che interpretano…
Sta di fatto che ne "La bisbetica domata" al Teatro Leonardo fino al 5 aprile 2009 la compagnia diretta da Claudio Intropido e Valeria Cavalli si esibisce attingendo a piene mani al proprio repertorio ed esaltando il potenziale comico della nota commedia shakespeariana.
Il palcoscenico si apre così con un attore che spiega al pubblico l'opera a cui assisterà, soffermandosi sulla condizione del "gentile sesso" e manifestando la sua irritazione per non essere stato scelto per il ruolo della bisbetica.
Il gioco scenico e lo scambio dei ruoli, come nella tradizione teatrale più antica, è dichiarato apertamente dagli attori, seduti, come durante le prove, ai lati del palcoscenico in attesa di entrare in scena, artefici e spettatori della pièce.
L'opera, composta più di quattrocento anni fa, sembra parlare delle donne di oggi: intelligenti e indipendenti ma spesso incollerite e arcigne, incapaci di farsi amare per l'inconfessato timore di essere sottomesse.
Il conflitto mai risolto tra i sessi è messo in scena dalla compagnia milanese con arguzia e ironia, esaltando la rozza misoginia dei personaggi maschili, rendendoli vere e proprie caricature di una mascolinità ostentata che nasconde, in realtà, una grande fragilità.
Esilarante il personaggio della bella e dolce Bianca, interpretata da un attore che sfarfalla lascivo scuotendo la spropositata chioma bionda, sminuendo così il ruolo della frivola sorella, amata da tutti i suoi tronfi pretendenti per la sua arrendevolezza ed esaltando invece la complessità del carattere e il forte temperamento di "quella peste" di Caterina, impersona da una fisica e Manola Vignato.
"Caterina – si legge nelle note di regia - è intelligente, scaltra, diretta e sincera, non vuole sottomettersi né a Petruccio, né a nessun altro uomo; d'altra parte Petruccio, maltrattandola e riducendola alla fame, vorrebbe dimostrare di saper dominare il "femminile". In scena, quindi, è rappresentato l'eterno conflitto fra uomo e donna, ma anche il gioco amoroso, spesso tenuto vivo dai contrasti, dalle differenze, dall'esibizione del potere.. Domare Caterina sarà quindi un esercizio vano e ridicolo, come lo è ogni atto di sopraffazione".
La scenografia scarna e "neutra" e l'essenzialità dei costumi sono elementi scenici ideati per dare risalto a quello che per Quelli di Grock è un segno stilistico preciso: la corporeità dell'attore che può far suo il personaggio attraverso gesti, movimenti e uso dello spazio.
Il lavoro fisico ed espressivo è messo in risalto dalle musiche, elemento indispensabile nella dinamica dello spettacolo ed eseguite con professionalità e maestria dal vivo dalla chitarra di Gipo Gurrado, sottolineando pause e accelerazioni delle loro esibizioni.
La pièce termina con le parole shakespeariane, a cui la grintosa Vignato aggiunge un tocco di sarcasmo e furbizia che ne ironizza il senso: "Vergogna! Spiana quel tuo brutto e terribile cipiglio e non avventare occhiate di scherno dagli occhi, a ferire il tuo signore…Una donna incollerita è come una fonte intorbidita, fangosa, sconcia, viscida, priva d'ogni bellezza....Mi vergogno che le donne siano così sciocche da offrir guerra mentre dovrebbero chieder la pace in ginocchio, che vogliano legiferare, dominare, soverchiare, quando son nate a servire, ad amare e a ubbidire….Abbassate la vostra prosopopea, poiché vano è il vostro sforzo, e ponete le mani sotto i piedi di vostro marito...".
E tra canzonette misogene e battute irriverenti "Quelli di Grock" sguazzano allegramente divertendo l'intero pubblico, maschile e femminile....


Teatro Leonardo
Dal 17 al 5 aprile 2009
La Bisbetica Domata
di William Shakespeare
Traduzione: Valeria Cavalli
Adattamento: Valeria Cavalli
Regia: Valeria Cavalli e Claudio Intropido
Scenografia: Claudio Intropido
Costumi: Lara Friio
Assistente scenografie: Betty Pajoro
Musiche: Gipo Gurrado
Disegno luci: Claudio Intropido
Direzione tecnica: Walter Intropido con Antonio Brugnano, Pietro De Pascalis, Gipo Gurrado Alessandro Larocca, Marco Oliva, Andrea Ruberti, Manola Vignato, Max Zatta

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