L'umanità viziosa e dolente all'Arsenale: Il giardino dei ciliegi di Comteatro

Maddalena Peluso - 18.03.2009 testo grande testo normale

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Tags: Comteatro, Il giardino dei ciliegi, Teatro Arsenale, Milano

Comteatro, compagnia nata a Corsico e diretta da Claudio Orlandini, in scena all'Arsenale con l'ultima opera di Cechov fino al 24 marzo, è riuscito a rappresentare con lirismo, anche e soprattutto grazie alle puntali musiche originali di Gipo Gurrado, il declino di una società e la tragedia intima della fragilità umana...

Sono passati ben 105 anni dalla prima rappresentazione de "Il giardino dei ciliegi" al Teatro d'Arte di Mosca, sotto la direzione di Stanislavskij e di Dančenko. Ciò nonostante al Teatro Arsenale di Milano, dinanzi alla "viziosa" Luiba, interpretata da una convincente e accurata Giulia Bacchetta, incapace di adoperarsi per salvare la sua proprietà, le "sciure" milanesi, detentrici del segreto per "arrivare a fine mese", bofonchiavano scuotendo il capo…
Riuscire a mettere in scena un capolavoro come "Il giardino dei ciliegi", senza aver dietro la produzione di un grande teatro classico, e renderlo efficace non era affatto facile.
Eppure Comteatro, compagnia nata a Corsico e diretta da Claudio Orlandini, in scena all'Arsenale con l'ultima opera di Cechov fino al 24 marzo, è riuscito a rappresentare con lirismo, anche e soprattutto grazie alle puntali musiche originali di Gipo Gurrado, il declino di una società e la tragedia intima della fragilità umana, "incapace di comprendere il proprio vivere preferendo dimenticare, distrarsi, porgere lo sguardo altrove".
Un tema certamente attuale ma che la regia di Claudio Orlandini stempera magistralmente, per spingere a riflettere sull'infanzia perduta, angolo dei giochi, luogo della memoria e della sospensione, "figure sospese tra passato e presente" si immergono in un vaudeville con le loro distrazioni, la loro sbadatezza, la loro stessa tristezza.
Ed è così che la "nostalgia", tema cechoviano per eccellenza, prende vita nelle danze francesi di Luiba e del fratello Gaiev, un giocoso Claudio Orlandini, nelle corse sfrenate e infervorate nel tanto caro giardino dei ciliegi, simbolo appunto di rimpianto per la fine di determinate situazioni e per il passare del tempo.
Accanto alla classicità, forse un po' scolastica, della rappresentazione, si fa notare la recitazione sopra le righe di Marzio Paioni, il "parvenu" Lopachin, orgoglioso e timido, dall'accento lombardo e i modi a metà tra Bergonzoni e Haber.
Un discorso a parte merita l'allestimento minimale e intimo: sei sedie in scena e altrettanti drappi bianchi, capaci di ricreare un'atmosfera sospesa e incantata in cui lasciare immergere gli spettatori.
Così come bianchi ed eterei sono i vestiti dei personaggi, come prevede la tradizione registica.
Ad aprire e chiudere lo spettacolo è il vecchio servo Firs: "Compito dei servi – si legge nelle note di regia - è quello di riaprire la camera dei bambini, restituirla alla vita, ridare immagine e memoria alla vicenda del Giardino dei Ciliegi....E così i personaggi si stagliano dalle pagine e tornano vivi, ballano nella scena come figure sospese nel tempo e nello spazio...dall'alto cadranno veli bianchi che come alberi morti racconteranno di un'epoca che si smarrisce dietro la propria ombra, si perde nell'esistenza - come dice alla fine Firs - senza sapere di averla vissuta".
Più che sull'inevitabile passare del tempo, tema al centro dell'allestimento del "Giardino" della Compagnia dell'Elfo, diretta da Ferdinando Bruni, Claudio Orlandini, docente con "Quelli di Grock" si concentra sull'incapacità all'azione e sulla futilità della borghesia, di quel "pallino e carambola" che cela un disimpegno sociale.
Un tema, in ogni caso, che più che come una denuncia, sembrerebbe riecheggiare per quelli di Comteatro, impegnati tra teatro per le scuole e rassegne cittadine, come una rassegnata constatazione.


dal 13 al 24 marzo
Il Giardino dei ciliegi
di Anton Cechov
regia: Claudio Orlandini
con: Giulia Bacchetta, Carola Boschetti, Cinzia Brogliato, Luca Chieregato, Marzio Paioni, Claudio Orlandini
scene e costumi: Anna Colombo
luci: Fausto Bonvini
trucco: Beatrice Cammarata
musiche: Gipo Gurrado
produzione: Comteatro


TEATRO ARSENALE
via Cesare Correnti 11 - 20123 MILANO
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 16.00
Biglietti: intero: euro 16 – ridotto: euro 13; ridotto speciale: euro 10
informazioni e prenotazioni
TEATRO ARSENALE: tel. 02.8321999
teatro@teatroarsenale.org - www.teatroarsenale.it
COMTEATRO: tel. e fax. 02.44.72.626 sms: 339.86.92.625 – 339.59.56.908 info@comteatro.it -
di Anton Cechov regia: Claudio Orlandini con: Giulia Bacchetta, Carola Boschetti, Cinzia Brogliato, Luca Chieregato, Marzio Paioni, Claudio Orlandini scene e costumi: Anna Colombo luci: Fausto Bonvini trucco: Beatrice Cammarata musiche: Gipo Gurrado produzione: Comteatro

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