Sequestro al Teatro Smeraldo con la Fura del Baus

Maddalena Peluso - 03.03.2009 testo grande testo normale

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Tags: La Fura del Baus, Boris Godunov, terrorismo, Teatro Smeraldo

Al centro della ricerca della Fura del Baus, in tournèe in Italia e in scena fino al 7 marzo 2009 al Teatro Smeraldo di Milano con lo spettacolo "Boris Godunov" c'è un tema di fortissimo impatto, il terrorismo, esplicato attraverso un'ottima intuizione: ricostruire con la massima verosimiglianza i tragici eventi del Teatro Dobrovka di Mosca...

Le aspettative erano alte. E anche la tensione antecedente allo spettacolo, cosciente di essere "sequestrata", di subire, anche se "per finta" un'indicibile violenza e consapevole dell'estremismo radicale del gruppo catalano, assertore di un teatro che non solo recuperi la vicinanza tra attore e spettatore ma faccia interagire il pubblico con lo spettacolo, permettendogli di esprimere quello che sente dentro di sé.
Così era stato con l'ultima fatica "Imperium", con la direzione artistica di Jürgen Müller, presa di coscienza sui modelli di potere, sul valore della diversità e sui rischi della standardizzazione, capace di far emergere quel lato oscuro e inconscio nello spettatore, braccato, asservito, succube totale delle moderna crociata contro gli imperialismi culturali.
Al centro della ricerca della Fura del Baus, in tournèe in Italia e in scena fino al 7 marzo 2009 al Teatro Smeraldo di Milano con lo spettacolo "Boris Godunov" c'è un tema di fortissimo impatto, il terrorismo, esplicato attraverso un'ottima intuizione: ricostruire con la massima verosimiglianza i tragici eventi del Teatro Dobrovka di Mosca, quando durante la messinscena del musical "Nord-Ost", nel 2002, un gruppo di terroristi irruppe nella sala prendendo in ostaggio l'intera platea e gli attori. Un orrore che durò tre giorni e in cui persero la vita oltre 200 persone.
Tra documento, dramma teatrale e sceneggiato gli attori catalani, in tute mimetiche e armati di mitra mettono così in scena il sequestro con il preciso intento "non di analizzare le cause del terrorismo – spiega Alex Ollé, drammaturgo e regista insieme a David Plana - ma di mostrare quanto il terrorismo abbia cambiato radicalmente la nostra visione del mondo".
In realtà il coinvolgimento, sia fisico che psicologico, del pubblico è stavolta minimo: la finzione è evidente e i momenti di pathos, accompagnati naturalmente da risatine isteriche, si esauriscono dopo i dieci minuti di spettacolo. Chi si aspettava dunque una performance al cardiopalma, con adrenalina e roboanti spari di kalashnikov, "viziato" dal teatro urbano ed estremo della Fura, resterà probabilmente rimasto deluso.
La Fura stavolta mette in scena l'opera di teatro classico “Boris Godunov” del massimo esponente del romanticismo russo, Aleksandr Sergeevič Puškin, ispirata alle vicende storiche del primo Seicento russo tra sopraffazioni e assassini in nome del potere.
L'intento resta quindi quello di invitare e stimolare una riflessione del pubblico, certamente rassicurato dalla consapevolezza della finzione, recuperando la funzione catartica del teatro, cara alla compagnia catalana, per consentirgli di indagare ed esplorare le ragione e le logiche che risiedono dietro a certi episodi di violenza terroristica, senza trascurare le reazioni emotive in precario equilibrio tra la tensione e la paura, tra il terrore e la rassegnazione".


Dal 28 febbraio al 7 marzo Teatro Smeraldo - Milano BORIS GODUNOV
direzione artistica: Alex Ollé
regia e drammaturgia: Àlex Ollé e David Plana
con: Pedro Gutiérrez, Sara Rosa Losilla, Juan Olivares, Francesca Piñon, Albert Prat, Manel Sans, Carme Poll, Pere Eugeni Fonti, Jordi Puig "Kai"


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