Il Flamenco gitano: passione andalusa al Teatro Ciak di Milano

Maddalena Peluso - 25.01.2008 testo grande testo normale

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Tags: flamenco, Teatro Ciak, Fabbrica del vapore, Milano

Il palcoscenico si apre. Una donna dalle morbide forme sbatte il pesante vestito al suolo. Si alza una nuvola di polvere: il flamenco si prepara a travolgere e affascinare gli occhi e le menti degli spettatori con i suoi sensuali e passionali ritmi.

Il palcoscenico si apre. Una donna dalle morbide forme sbatte il pesante vestito al suolo. Si alza una nuvola di polvere: il flamenco si prepara a travolgere e affascinare gli occhi e le menti degli spettatori con i suoi sensuali e passionali ritmi.
Uno spettacolo che è espressione della Spagna più autentica e solare: l’Andalusia, culla della grande tradizione del flamenco e terra d’origine del "Ballet Flamenco Jerez de la Frontera".
Proprio loro si esibiranno dal 22 gennaio al 3 febbraio 2008 al Teatro Ciak di Milano. A trasmettere al pubblico il profondo gusto del vivere e del "sentire" flamenco radicato nello spirito della gente della sua città natale andalusa, Jerez de la Frontera, sarà Maria Sereno Lozano, in arte Chiqui de Jerez, direttrice e coreografa della compagnia.
Jerez, a confine con il Portogallo e ad un passo dal Marocco, famoso per lo sherry, l’autodromo e la buleria ha donato alla storia del Flamenco i migliori cantaores, bailaores, e chitarristi. Fortemente influenzato dal popolo nomade dei Gitani, il flamenco affonda le sue radici nella cultura musicale dei Mori e degli Ebrei. L'interesse pubblico risvegliato da questo genere musicale si deve soprattutto a poeti e scrittori e bisogna attendere fino al 1980 perché il flamenco sia inserito negli studi dei conservatori.
In scena, alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini, ci sono colorati ballerini e musicisti appartenenti alla nuova generazione "flamenca", pronti a condividere con il pubblico le loro creazioni artistiche originali attraverso un percorso di danza, canto e musica, cercando di conservare il calore e la spontaneità del flamenco più tradizionale, concependolo e interpretandolo con talento e originalità.
Un’arte allegra e solare, ma anche passionale, romantica e malinconica, nata dalla seduttiva mescolanza di diverse culture mediterranee, conserva nel tempo il suo indiscutibile fascino. Il pubblico si lascia immediatamente affascinare dalle danza. Non mancano atmosfere diverse, specchio delle diverse anime e delle origini gitane di un'arte che ha affascinato scrittori, poeti e pittori, e le cui radici si perdono nella notte dei tempi e nel mistero, e che è anche una mescolanza di culture, di generi e stili, tra "alegrias", tangos, bulerias e fandangos, passando per gli assoli del ventisettenne Carlos Carbonell, primo ballerino e coreografo dalla straordinaria energia e dall'intensa carica emotiva.
"Il Flamenco si sta rivoluzionando, come tutto, del resto - spiega Carbonell nell’intervista a Il Giornale - Tutti gli studenti e ballerini giovani sono formati anche su basi classiche e contemporanee, cosa che un tempo non accadeva e questo non può che comportare una rivoluzione anche nel flamenco, dove tutto è già stato inventato, e dove per creare qualcosa di diverso bisogna puntare sulla qualità del movimento. Così il mio modo di rappresentarlo è recitato e non solo ballato, quasi in un teatro danza".


Pasion de Andalucia
Teatro Ciak
Fabbrica del Vapore
via Procaccini 4
dal 22 gennaio al 3 febbbraio
Info: 199.177.199
www.teatrociak.it


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