Branciaroli gioca con il teatro: Don Chisciotte al Piccolo

Sara Trecate - 13.02.2009 testo grande testo normale

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Tags: recensione, branciaroli, chisciotte, piccolo

Franco Branciaroli, ideatore e unico protagonista del Don Chisciotte in scena al Piccolo Teatro, realizza un suo personalissimo omaggio al teatro italiano imitando Carmelo Bene e Vittorio Gassman, nemici-amici nell'aldilà.

Avviso per il pubblico: quella che vedrete non è la trasposizione scenica del Don Chisciotte.
Franco Branciaroli, ideatore e protagonista dello spettacolo, è convinto che non sia possibile trasporre fedelmente il romanzo cervantino sulla scena senza cadere in un'interpretazione poco credibile e vagamente ridicola; ciononostante sente il bisogno di recitare il Chisciotte affermando che questo personaggio è un'ossessione per lui come per tutti i suoi colleghi. Da queste due tensioni contrapposte inizia lo studio che ha portato ad una messinscena originale e alternativa di un grande classico.

L'azione si svolge in paradiso e si scopre che il capolavoro di Cervantes tormenta gli attori anche nell'aldilà: gli spiriti di Carmelo Bene e Vittorio Gassman (incarnati in Branciaroli che ne imita perfettamente le voci) passano la loro vita ultraterrena recitandolo di continuo.
Facendo da padroni di casa i due attori ci accolgono in paradiso e ci fanno assistere ad una loro tipica serata: si recitano dei brani del Chisciotte, si danno i giudizi sulle rispettive interpretazioni, infine nascono inevitabili contrasti tra i due... Branciaroli stesso ha definito il suo spettacolo un cabaret e lo conferma la struttura basata su una sequenza di scene, perlopiù comiche.

Gli episodi del Chisciotte recitati per intero sono solo due, si assiste poi ad alcune discussioni su problemi letterari relativi al testo, ma questi, per quanto complessi siano, vengono o solo accennati o recitati così velocemente da essere difficilmente comprensibili.
Il centro dello spettacolo risulta così essere la convivenza tra i due grande attori, protagonisti di divertenti scenette anche molto lunghe, come la battaglia per decidere chi dei due reciti meglio i versi di Dante. Branciaroli si immerge in questo gioco di imitazioni con gusto, divertendosi e divertendo il pubblico. La sua bravura è indiscutibile e riporta alla mente il suo simpatico Hamm che, nel Finale di partita di due stagioni fa, parlava con la voce del doppiatore italiano di Clouseau.

Questo era, secondo Branciaroli, l'unico modo in cui si poteva interpretare Don Chisciotte, cioè facendo la stessa cosa che fa lui, imitare. Come il Don imita le gesta dei cavalieri erranti, l'attore imita due cavalieri della scena italiana. In ogni caso questa spiegazione non ci sembra sufficiente e lo spettacolo appare poco solido. Qualche buono spunto c'è, qualche interessante punto di vista sul romanzo si percepisce, ma non riesce ad avere il rilievo che meriterebbe perché il gioco delle imitazioni prende il sopravvento.

Nessun difetto si può trovare a Branciaroli, sempre preciso e affascinante nella recitazione, né all'impianto scenico di Margherita Palli che costruisce un aldilà molto teatrale, degno dei due inquilini, con barocchi sipari che fanno da pareti. Tavoli da bar con bottiglie di liquore (da cui i due mattatori attingono più e più volte) completano la scena incorniciata dalle belle luci di Gigi Saccomandi.

Nonostante i nostri dubbi sulla riuscita dello spettacolo, registriamo con piacere la reazione entusiastica dei molti giovani presenti in sala che regalano a Branciaroli lunghi e rumorosi applausi.


Dal 10 al 15 febbraio 2009
DON CHISCIOTTE
da Miguel de Cervantes
progetto e regia Franco Branciaroli
scene Margherita Palli
luci Gigi Saccomandi
con Franco Branciaroli
produzione Teatro de Gli Incamminati
Piccolo Teatro Strehler




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