
Valentina Castellano Chiodo - 02.02.2009
Milano ore 15...qualche squillo e al telefono risponde da Roma Cinzia Leone, vulcanica, creativa, mix irresistibile di simpatia e comicità romanesca. Quasi impossibile stare dietro a questa donna che mentre chiacchiera al telefono con una giornalista crea battute una dietro l'altra, si diverte, spiega se stessa e la sua arte di far ridere dalle cose semplici, riordina la sua agenda, risponde al citofono e pensa al suo cane!
E' energica, spontanea e consapevole del lavoro del comico, un artista che comunica e porta i problemi del quotidiano sul palcoscenico, ma senza critica, senza giudizio...con l'intento di sdrammatizzare le nevrosi che ci assillano ma per superarle, per affrontarle con aria nuova...per riderci un po' sopra come si fa con gli amici.
Da mercoledì 28 Gennaio Cinzia Leone sarà in scena al Teatro Derby di Milano con il suo "Outlet", un monologo teatrale scritto a quattro mani con Paola Cannatello, uno spaccato di vita che racconta con autoironia come i prezzi e le offerte dei supermercati e dei maxistore ci stiano assalendo, modificando il nostro modo di spendere e di "spenderci" con le persone.
Nella corsa agli sconti, nella ricerca irrefrenabile delle offerte, in realtà le rimanenze di negozio degli anni passai a volte demodé o strampalati, abbiamo trasformato non solo il nostro aspetto, ma anche i nostri sentimenti perché "Ci risparmiamo il più possibile".
D: Nella foto che la ritrae sulla locandina dello spettacolo è seduta su una poltrona legata da schotch e tiene dei soldi in mano. Che le è successo?
R: Mi sono schotchata io! Per evitare di spendere! Nella corsa alle offerte è inevitabile! Se uno vuole sopravvivere se deve legà alla sedia! Però risparmiare è l'unica cosa che ci rimane...I soldi che tengo sono miei, l'unico motivo di vita in questa società di consumi e io voglio farci ridere sopra! Lo spettacolo è una sorta di "catarsi collettiva" per divertirsi pensando ai nostri limiti. Io racconto la vita nel modo più ironico che posso, cercando di far sorridere sulle nostre paure e sulle pene quotidiane".
D: Outlet, 100% di risparmio, recita il sottotitolo. Siamo stati attaccati dalla "sindrome delle offerte"?
R: La parola "Outlet" letteralmente significa "sbocco": praticamente invece le grandi firme sono riuscite a trovare, nell'outlet, uno sbocco per guadagnare sulla roba invenduta dell'anno prima, che gli era rimasta sul groppone! Loro hanno trovato uno sbocco e noi abbiamo abboccato con tutte le scarpe! Nel senso che le scarpe ce le siamo pure comprate...Le grandi firme ‘ste scarpe ce le avrebbero avute sul groppone, e gli sarebbe venuta la gobba, ma siccome ce le siamo messe ai piedi noi, ai piedi, a noi, ci sono venute le cipolle! Noi quando usciamo dall'outlet ci sentiamo più firmati di un referendum e ci sentiamo come Cenerentola al ballo del principe...solo che a Cenerentola la scarpetta gliela infila il principe...a noi, dopo il ballo, con le cipolle che ci sono venute, la scarpetta ce la può infilare solo il fruttarolo!!!
D: C'è un rimedio? Cosa siamo diventati?
R: Oggi entri al supermercato e i padroni sono gli zingari, te li ritrovi dovunque! Ma il fatto è che zingari siamo diventati pure noi. Noi che vogliamo sembrare i ricchi che non siamo: la spesa è una colletta, i viaggi li facciamo last minute e senza trolley, perché siamo noi che ci siamo trasformati in un trolley! E' una corsa per sbrigarsi...e se arriviamo tardi il volo parte e noi restiamo a terra e ci parte anche "l'ultimo minuto" di salute! E poi quanto ci piace risparmiare...perché è l'unico modo per non smettere di comprare e continuare a spendere! Così cerchiamo le offerte senza sosta...Non conosco nessuna droga come questa. Paghiamo il meno possibile, ma soprattutto ci spendiamo il meno possibile, siamo centraline di risparmio viventi: siamo diventati "Outlet" che camminano.
D: Milano è la capitale dell'Outlet. Come la prenderà il pubblico milanese abituato alla frenesia della metropoli e alla filosofia low cost?
R: Io ho sangue padano in me, sono per metà padana e Milano mi conosce da tanti anni...so che questa città ha un grandissimo senso dell'humor. In quello che racconto non c'è critica, io sono una comunicatrice e non giudico. Una società che si prende troppo sul serio per me è finta. A Milano lo sanno che "Nun me tengo un ciccio en bocca", che non mi risparmio in niente perché la cosa più importante che ci resta è ridere...Superiamo tutto se impariamo a ridere di noi stessi. E sa cosa Le dico...Io faccio anche degli ottimi prezzi!