Le eterne ruspe di Beckett al Teatro OutOff: Aspettando Godot di Loris

Maddalena Peluso - 20.01.2009 testo grande testo normale

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Tags: Teatro OutOff, Aspettando Godot, Lorenzo Loris, Ggio Alberti

Dal 13 gennaio al 15 febbraio 2008 in prima nazionale al Teatro OutOff di Milano, ad andare in scena con "Aspettando Godot", affidando i ruoli all'affiatata coppia Gigio Albertoi e Mario Sala, è Lorenzo Loris, storico regista dell'OutOff.

Cercare una libertà d'espressione restando "dentro le regole beckettiane", rendendo Estragone e Vladimiro, nel dopoguerra testimoni attoniti di un orrore incommensurabile, l'emblema di una società in cui l'uomo vive una dimensione spersonalizzante, raggiungendo il paradosso di sentirsi solo in mezzo alla moltitudine.
Di critiche, analisi e interpretazioni dell'opera beckettiana per eccellenza, "Aspettando Godot" in 50 anni non se ne contano più.
Su questa tragicommedia, costruita intorno alla condizione dell'attesa, ogni critico ha voluto vederci qualcosa: Dio, il destino, la morte o la fortuna, interpretando i personaggi dei due vagabondi, che in realtà non si muovono mai da quella landa desolata, un po' clochard e un po' clown, a Pozzo e Lucky, simboli del capitalismo più arrogante e cafone e dell'intellettualismo schiavo consapevolmente del potere.
In realtà Beckett si è sempre sottratto da ogni "etichettaggio", evitando chiavi di lettura e specificando che non c'è alcun tentativo di esprimere nulla.
Dal 13 gennaio al 15 febbraio 2008 in prima nazionale al Teatro OutOff di Milano, ad andare in scena con "Aspettando Godot", affidando i ruoli all'affiatata coppia Gigio Albertoi e Mario Sala, è Lorenzo Loris, regista storico dell'OutOff.
Sul palcoscenico, con un'illuminazione color sabbia, c'è soltanto un albero senza foglie, composto da tondini da cantiere, dalla cui ruggine, nel secondo atto, nascono germogli. Dietro, uno schermo che proietta gli eterni lavori di ruspe meccaniche, un continuo e incessante smuovere la terra che sembra non aver alcuno scopo: niente da costruire, nessun tubo da istallare, nessuna azione da compiere.
I due personaggi, senza passato, con uno squallido presente, senza lavoro, casa, famiglia, sono interpretati con ironia e benevolenza da Alberti e Sala, capaci di renderli apatici e disperati eppure simpatici, saggi a loro modo evidenziandole l'aspetto clownesco ( Alberti somiglia un po' a Buster Keaton mentre Sala ricorda Charlot e nelle proiezioni indossa un frac).
L'inutile e incessante lavoro delle ruspe, messo in evidenza dai suoni metallici, è la trovata registica che permette a Loris di interpretare e attualizzare il suo Beckett, dopo l'apprezzata messa in scena di "Finale di Partita" nel 2003.
Naturalmente Godot alla fine non arriva: ma una targa in ottone all'entrata del TeatroOutOff recita "Godot è arrivato", una pièce in tre parole di Giorgio Fabbris.

13 gennaio al 15 febbraio 2009
Produzione Teatro Out Off
ASPETTANDO GODOT

di Samuel Beckett
traduzione Carlo Fruttero
regia Lorenzo Loris
con Gigio Alberti (Vladimiro), Mario Sala (Estragone), Giorgio Minneci (Pozzo), Alessandro Tedeschi (Lucky) , Davide Giacometti (Ragazzo)
scene Daniela Gardinazzi
costumi Nicoletta Ceccolini
consulenza musicale Andrea Mormina
luci Luca Siola
fonica e video Fabio Cinicola
foto Agneza Dorkin


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