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Interviste









[Interviste] Andrea Pilotta: un attore innamorato dei suoi sogni

Beatrice Elerdini - 12.01.2009

D: Ci spieghi brevemente cosa significa per te, essere un attore?

R: E' un mezzo per comunicare al pubblico un messaggio, ciò che penso, quello in cui credo.
Il mestiere dell'attore è una forma espressiva attraverso la quale, è possibile raccontare il proprio punto di vista sulla molteplicità delle cose, che costituiscono la nostra realtà.

D: Hai frequentato qualche scuola di specializzazione?

R: Sì, ho frequentato tre corsi di formazione, presso due diverse realtà: il primo, intitolato "Il mestiere dell'attore", presso l'associazione culturale Balrog, per un anno; il secondo, di "improvvisazione sulla coppia comica", sempre per un anno, presso il teatro libero di Milano e l'ultimo, di "improvvisazione teatrale", ancora una volta, presso l'associazione culturale Balrog.

D: Qual è stata la prima opera che hai interpretato e dove?

R: La prima opera che ho interpretato è stata l'"Ubu cornuto" di Alfred Jarry, presso il prestigioso Teatro Villoresi di Monza. Era il 6 Maggio del 2007.

D: A quale opera, in cui hai recitato, ti senti più intimamente legato?

R: Sicuramente il personaggio che mi rispecchia maggiormente è il nipote "matto" della contessa di Worthington, nell'opera "Il mistero dell'assassino misterioso" di Lillo e Greg. E' un soggetto molto vicino alla mia personalità, tanto che questa interpretazione mi riesce quasi automatica. Molti degli atteggiamenti propri di questo ruolo, fanno parte del mio bagaglio espressivo. E' un personaggio sopra le righe, proprio come in parte, lo sono anche io.

D: Qual è l'espressione più adeguata per definire il "Teatro"?

R: E' un'intensa esperienza umana, nella quale la partecipazione è doppia: la tua parte personale e la tua parte recitante, si fondono in un'unica figura, l'attore.
Infatti, non è sufficiente avere ottime competenze tecniche per essere un buon attore, è davvero importante saper attingere ad un proprio bagaglio emozionale. Solo così può nascere il profilo di un attore "vero", un attore a tuttotondo. Inoltre, il Teatro conserva in sé il grande pregio di migliorare la vita! Nel teatro, perché riesca bene, si finge d'esser veri, spontanei, credibili, invece nella vita per non avere troppi grattacapi sovente si decide di interpretare un ruolo, che spesso è il vestito del mestiere che si fa, o il disagio che si sente. Il teatro è quindi nella nostra vita, così come la nostra vita sconfina nel teatro per assumere maggior autenticità.

D: Quali sono, se ci sono ovviamente, i tuoi modelli di recitazione nel teatro e nella cinematografia?

R: No, in effetti non ho alcun modello, né per il teatro né per il cinema. In realtà, il mio sogno era fare il cabarettista, soltanto che la mia paura del palcoscenico, del giudizio del pubblico, mi ha un po' frenato. Per questo, ho deciso di frequentare alcuni corsi di teatro, nella speranza di esorcizzare questa paura. Sinceramente non ho mai pensato ad avere dei modelli...prima di questa domanda!

D: Quali sono invece, i maestri della recitazione del passato, da tenere sempre presente? Perché?

R: Indubbiamente per completezza, perché, a parer mio, rispecchia tutte le caratteristiche, che un perfetto attore dovrebbe avere, il maestro per eccellenza è il leggendario Antonio De Curtis!
Tutti gli attori, le scuole di teatro, prendono spesso spunto da Totò: è un'icona per ciò che riguarda la mimica, l'utilizzo dell'equivoco nel linguaggio e tante altre cose ancora...

D: Da cosa nasce la scelta di dedicarti alla recitazione in teatro e non al cinema?

R: Diciamo che fondamentalmente ciò che manca al cinema è il contatto diretto con il pubblico, manca quella tensione, quel filo invisibile che ti collega all'anima degli spettatori. In teatro, ti senti costantemente sotto esame, questo ti spinge a dare il massimo e quindi ad ottenere il massimo consenso. Se arrivi al pubblico, arrivi immediatamente e lo senti, gli applausi non mentono!

D: A proposito di cinema, potrebbe rientrare nei tuoi progetti-sogni per il futuro?

R: Non so se sarà possibile in futuro. Sicuramente, sino ad oggi non ho mai pensato al cinema. Di certo, se dovessi ricevere alcune proposte interessanti...perché no?! Non le lascerei scappare! In fondo, sono una persona molto curiosa, non mi tirerei indietro di fronte alla possibilità di vivere una nuova interessante esperienza!

Ringraziamo Andrea per averci raccontato la sua storia e la sua passione per il teatro. Auguriamo a lui, di proseguire con successo per la strada che ha scelto di percorrere e per quelle che eventualmente sceglierà, lungo il cammino.

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