Molly Sweeney, un'operazione riuscita a metà

Sara Trecate - 28.11.2008 testo grande testo normale

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Tags: molly sweeney, andrea de rosa, oliver sacks, brian friel

La vera storia di Molly Sweeney, cieca da quarant'anni, che riacquista parzialmente la vista grazie ad un'operazione chirurgica. Al teatro Franco Parenti, anche il pubblico segue un percorso che parte dal buio più totale per poi tornare alla luce.

Al teatro Franco Parenti, dal 12 al 23 novembre, va in scena Molly Sweeney, spettacolo che stupisce ancora prima di entrare in sala: in biglietteria, oltre al biglietto d'ingresso, viene consegnata a tutti gli spettatori una mascherina nera. Tra la perplessità di alcuni e la curiosità di altri, Umberto Orsini, non ancora indossati gli abiti di scena, esce dal sipario chiuso e dà le istruzioni per l'uso: spiega che la prima parte dello spettacolo si deve seguire con gli occhi bendati, completamente al buio.
Al pubblico non è concesso vedere perché non lo può fare nemmeno la protagonista: Molly è infatti cieca dall'età di dieci mesi e per quarant'anni ha vissuto in questo modo abituandosi a fare a meno della vista.
Il tentativo del regista Andrea De Rosa è quello di far passare agli spettatori mezz'ora da non vedenti; l'esperimento, però, non ci sembra riuscito fino in fondo. Come aveva anticipato Orsini, gli attori recitano muovendosi attraverso la platea, ma resta incomprensibile la logica dei loro movimenti: due personaggi dialogano tra loro, ma le loro voci provengono da punti opposti della sala, ci si chiede perché siano così distanti. Risate provenienti da ogni parte costantemente commentano le battute che meno lo richiedono. Si attraversano tanti brevi episodi della vita di Molly e solo pochi funzionano realmente al buio: ad esempio durante la scena della festa, con la musica alta e la voce amplificata della protagonista che racconta di ballare si riescono davvero ad immaginare le danze vorticose che si stanno svolgendo in quella stanza.

Molly, convinta dal marito, si sottopone infine ad un'operazione chirurgica che le restituisce parzialmente la vista. Al segnale convenuto, dunque, via le mascherine. Da quel momento comincia la parte migliore dello spettacolo: Valentina Sperlì è una fragile ed impaurita Molly, che trova difficoltà ad ambientarsi in un mondo che è totalmente diverso da quello che lei aveva conosciuto senza poterlo vedere.
Leonardo Capuano, nella parte di Frank, è un marito che si mostra poco sensibile cercando di accelerare i miglioramenti della moglie che avrebbe bisogno di molto più tempo. L'ottimo Umberto Orsini, l'oftalmologo, è altrettanto ansioso di avere notizie positive sull'esito di un'operazione che è riuscita a pochi altri prima di lui. Nessuno si cura dello shock che l'operazione ha causato in Molly, che non conosce più niente come lo conosceva prima, che deve di nuovo chiudere gli occhi per sentirsi a casa, e le cui condizioni inesorabilmente peggiorano perché lei rifiuta questa nuova realtà. Chiudendosi in se stessa, perché priva di aiuto dall'esterno, Molly finirà per impazzire. La storia, drammatizzata da Brian Friel, si ispira ad un fatto realmente accaduto raccontato dallo psichiatra Oliver Sacks.

Tutto ruota attorno alla vista di Molly e la scenografia ce lo sottolinea ricreando un ambiente che assomiglia ad un bulbo oculare: la quarta parete che separa pubblico e attori è costituita da un velo sottile che offusca la visuale e ricorda la cataratta che copre gli occhi di Molly, la candida parete di fondo è semicircolare e ricalca la forma della retina.
Il bianco insistente, che caratterizza anche gli arredi scenici, rimanda inoltre agli ospedali che in questa vicenda hanno tanto spazio: c'è l'ospedale in cui è stata per molto tempo la madre malata di Molly, c'è quello in cui Molly stessa è stata operata e c'è infine l'ospedale psichiatrico in cui la protagonista morirà, incapace di vivere in quel mondo che non sentiva più suo.


Dall'11 al 23 novembre 2008
Molly Sweeney
di Brian Friel
regia di Andrea De Rosa
con Umberto Orsini, Valentina Sperlì, Leonardo Capuano
Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione/Teatro Metastasio della Toscana
Teatro Franco Parenti, Milano


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